— oh my marketing!

flowers

Questo il titolo della tavola rotonda organizzata da Assoprod cui ho assistito stamattina.

Nell’agenzia di pubblicità dei nostri anni, una delle figure che più fortemente ha sentito la pressione dell’evoluzione tecnologica è senz’altro il responsabile di produzione stampa.

Tra le molte cose interessanti che ho sentito:

– la produzione è diventato un lavoro di network

– lo scenario professionale degli addetti è passato da molti individui specializzati a poche figure multiruolo

– vi sono lavorazioni (quali lo scontorno ad esempio) che, al di sopra di una certa massa critica, vengono subappaltate a fornitori asiatici che le portano a termine in una sola notte grazie a software dedicati (!)

Certo la sfida di chi è garante della qualità in questi ambiti è cambiata totalmente nel giro di pochi anni.

La stampa cartacea è sempre uno dei media di riferimento, ma la tecnologia ha scompigliato non poco i giochi. Basti pensare alle modalità di inoltro dei files agli editori (5 anni fa la busta con il cd via pony, ora con il digital asset management, via portale) o alla nascita di veri e propri centri di produzione esterni alle agenzie, che in molti casi hanno preso il posto dei reparti produzione d’agenzia.

Il passaggio fondamentale è stato quello dal fisico al digitale, migrazione non solo operativa ma anche, e forse soprattutto, culturale.

Al tavolo dei relatori:

Renzo Callegari – Assoprod
Marco Del Rosso – RCS mediagroup
Arrigo Frisoni – Young & Rubicam
Paolo Muzi – La Cromografica
Andrea Legora – Sprintproduction
Guido Paraboni – G.P.P. Industrie Grafiche
Stefano Righetti – Hyphen Italia
Moderatore: Italo de Mas – RCD & partners

Read More

Voci attendibili riferiscono di un interessamento del marketing della Coca-Cola a un azione di guerrilla senza precedenti.

La cosa coinvolge il Vaticano, dove pare si sia svolto oggi il seguente dialogo.

Manager di Atlanta: monsignore, il mio gruppo desidererebbe inserire la Coca-Cola nel Padre Nostro. Senza stravolgerlo, solo una piccola modifica, verso la fine. Dove ora si dice *dacci oggi il pane quotidiano* si dovrebbe dire *dacci oggi la nostra Coca-Cola quotidiana*.

Monsignore: ma si rende conto?

Manager di Atlanta: mi rendo conto, ma il mio gruppo è pronto a compensare il Vaticano con 100 milioni di euro.

Monsignore, impassibile: come dicevo, ma si rende conto di quanto ci costerà rescindere il contratto con quelli del pane?

Read More

Bill Gates e Steve Jobs.
Chiaccherano per un’oretta, e poi rispondono alle domande del pubblico.
Come fai a non guardarli?

Read More

Il titolo fa paura, con quel tono di accademia spinta, e invece questo libro è stato per me, anni e anni fa, una lettura piacevole e anche inspiring. Mi torna in mano per caso e sento un piacevole flusso di pensieri riaffacciarsi al cervello stravolto dalla settimana lavorativa milanese.

La prima frase dell’introduzione:

In questo libro ci occupiamo degli effetti comportamentali della comunicazione umana.

(Per un pubblicitario, un invito a nozze…).

Con quella felicissima capacità dei divulgatori di oltreoceano di saperci portare sulle vette della conoscenza parlandoci come tra amici al bar (o quasi), Watzlawick and friends ci servono con grazia le loro perle di studiosi del comportamento umano.

Cito alla rinfusa:

Tutto il comportamento, e non soltanto il discorso, è comunicazione, e tutta la comunicazione – compresi i segni del contesto interpersonale – influenza il comportamento.

Comunque ci si sforzi, non si può non comunicare.

Le relazioni malate sono caratterizzate da una lotta costante per definire la natura della relazione, mentre l’aspetto di contenuto diventa sempre meno importante.

Del tutto indipendentemente dal mero scambio di informazione, ci pare che l’uomo debba comunicare con gli altri per avere la consapevolezza di sé.

Autori: Paul Watzlawick, Janet Beavine e Don D. Jackson (ricercatori del Mental Research Institute di Palo Alto). Editore: Astrolabio Ubaldini, 1971.

(Paul Watzlawick, psicologo austriaco immigrato negli USA, ha anche scritto il piacevolissimo America, istruzioni per l’uso, oltre all’indimenticabile – fin dal titolo – Istruzioni per rendersi infelici)

Read More

Noi che abbiamo le piccole agenzie (magari anche voi che le avete grandi), ascoltiamo Jack Welch quando dice:

The three most important things you need to measure in a business are customer satisfaction, employee satisfaction, and cash flow.
If you’re growing customer satisfaction, your global market share is sure to grow, too.
Employee satisfaction gets you productivity, quality, pride, and creativity.
And cash flow is the pulse—the key vital sign of a company.

Via brandautopsy.

Read More

Aspettando quello del 2007 (28 giugno) gustiamoci quello dell’anno scorso. Gustiamoci è il termine giusto, credetemi.

(A proposito, studenti scontenti contenti, presenti e futuri, ci ricordiamo che le cose belle si fanno anche con le mani, sì?).

Read More

Chi inventa per lavoro può trovarsi nella condizione di non riuscire a classificare il proprio operato.

Ecco una semplice guida.

a) spero che mia madre non venga mai a sapere che sono stato io = categoria vergogna

b) l’ho fatto io, ma chi se ne frega = categoria dignità

c) accidenti che bello, spero lo annuncino al tg di stasera = categoria orgoglio.

Mentre è logico puntare ogni volta alla categoria orgoglio, non è del tutto disdicevole rimanere in media “dignità”. La cosa importante, secondo me, è non cadere mai nella categoria vergogna.

(E per i veramente ambiziosi, il trucco è: mai, ma veramente mai, far uscire dalla porta dell’ufficio niente che non sia nella categoria orgoglio).

Read More

Due anni fa mi associai al Club Eurostar di Trenitalia. Più o meno funzionava così: pagando un fee annuale (mi pare 70 euro) si aveva lo sconto del 10% su tutti i biglietti di 1a classe e si poteva usufruire delle sale d’aspetto riservate, che offrivano anche il servizio biglietteria. (C’era anche una sfilza di convenzioni tipo, che ne so, il 5% di sconto sul biglietto dell’acquario di genova il mercoledì e altre cose del genere).

L’altro giorno, a circa sei mesi dalla scadenza della tessera, vado in stazione e la rinnovo. Il prezzo è ora di 89 euro, e vabbè.

Ma la sorpresa arriva dopo, insieme alla ricevuta della carta di credito: lo sconto non c’è più.

89 euro per avere una sala d’attesa e una biglietteria senza fila in una decina di città italiane. Mah.

(Ops, dimenticavo: c’è la raccolta punti: con 75.000 punti potrò finalmente avere l’orologio sveglia radiocontrollato Oregon Scientific Silver che sogno da una vita).

Read More

flowers

Al Ries, pensatore fondamentale del marketing (autore di Positioning – the battle for your mind, insieme a Jack Trout, nonché inventore del concetto, appunto di positioning) ha un nuovo blog.

The Ries Report – a weekly video report ci racconta come andrà l’iPhone sul mercato, secondo lui: come la Ford Edsel (nella foto), cioè un flop senza precedenti, nonostante la mostruosa campagna di pr a monte.

La sua teoria è che tutta la tecnologia che converge (iPhone fa convergere telefono+ipod+navigatore internet) è sempre fallita, come il binocolo con la radio o l’hamburger hotel (esempi reali, tratti dal video).

Divertente il video, e divertenti i commenti che lo trattano un po’ da nonnetto non più tanto in forma.

(La mia teoria è che me lo compro lo stesso, per pura tool lust).

Via minimarketing.

Read More

flowers

Microsoft (bringtheloveback.com) apre un dibattito forte sullo stato dell’arte della pubblicità con un video molto divertente in cui una coppia si trova al ristorante per discutere il proprio rapporto.

Lui è un cialtrone e lei ha voglia di lasciarlo, lei cerca di parlargli ma lui è perso nella propria insensatezza, lei mostra ancora un po’ di considerazione per lui, lui mostra solo una patetica idea stereotipata della relazione a due.

Lui (il perso) è advertiser.

Lei è consumer.

Ben scritto e ben recitato, si fa guardare molto volentieri, anche se tutto sommato non fa altro che dar forma compiuta alle sensazioni che aleggiano da un po’ nell’ambiente.

A testimonianza dell’attualità del tema, i dati sulla visione: 50.000 volte e 200 links nelle prime 40 ore online.

Via coletivosempapas.

Read More