— oh my marketing!

Archive
Marketing

Lo dice Steve Rubel, mica uno qualsiasi. Anch’io però è un casino che non compro un CD.

Read More

Una di queste due foto viene dall’yearbook 1978 della mia scuola americana, l’altra è ottenuta col geniale e divertentissimo Yearbook Yourself. Mammamia!

yrb

Read More

Oggi ho fatto un post per presentare le novità del sito Monkey. Sono momenti in cui ti fermi un attimo a pensare, non fosse altro che per parlarne in modo decente (che è il vero senso di avere un blog dice Seth Godin, ma è un altro film).

In questo anno e mezzo è successo di tutto (e continua)… ma io sono nato e cresciuto con la pubblicità.

Sono un copywriter. Il mutuo lo pago scrivendo. E a scrivere mi hanno insegnato Fulvio Nardi (l’unico pubblicitario meno noto delle sue campagne, cito alla rinfusa: oui je suis catherine deneuve, fatto-già fatto? silenzio parla agnesi), Emanuele Pirella, Michele Goettsche. Anni 1986-1996.

Scrivere bene (possiamo anche sostituire la parola scrivere con la parola comunicare) è un mestiere duro, una tirannia. Niente ti piace mai, sei già in esecutivo e ti accorgi che forse c’è un titolo migliore. Allora bestemmi, imprechi, ma intanto chiami il cliente per dirglielo, e intanto la scadenza per la consegna del file passa. Poi ci sono gli auguri di Natale, i clienti vogliono anche quello, e li vogliono orginali. E tu ridi, ironizzi, ci scherzi. E intanto ti caghi sotto, perché sai benissimo che in quel momento sei giudicato per quello che ti inventi, punto, e se quello che ti devi inventare è un modo nuovo di dire Buon Natale e Felice Anno Nuovo, quello sei. Anche se hai un leone d’oro che ti guarda dalla libreria (e non è il mio caso). E non vai a casa volentieri se non l’hai trovato. E non dormi bene. Questo mi hanno insegnato, questo faccio. Questo vendo.

Scrivere. La sensibilità al comunicare si acquista pian piano. Scrivere di tutto. Scrivere sempre, anche quando non scrivi. Un post su un blog come uno spot internazionale. Una presentazione, una mail delicata, una campagna radio una convention un cartoon. Come il primo giorno, con ancora più paura di non farcela, e con la infida e crescente sicurezza del mestiere, la peggior minaccia di ogni autore decente.

Monkey Business, that is.

Read More

Vedo e prevedo, diceva il calendario di Frate Indovino.

Pungolato da un amico, eccomi qui in cerca di guai. Che non si dica che non corro i miei rischi 😉

1.
I blog aziendali diventeranno la norma.

2.
I blog aziendali saranno tra i primi strumenti di valutazione di un’azienda da parte dei consumatori (non averlo sarà visto con sospetto).

3.
La presenza su Internet diventerà un fattore normale della vita delle aziende.

4.
Le aziende più innovative diventeranno community (mannaggia questa non è mia).

5.
I muri delle migliori aziende cadranno, e l’esterno sarà finalmente vissuto come risorsa (la tendenza che inizia a manifestarsi con i media generati dagli utenti si articolerà e consoliderà anche al di fuori della comunicazione).

6.
Per chi lavora in azienda, la rete sarà una risorsa ineludibile.

7.
Le risorse umane qualificate passeranno al 100% per la rete.

8.
Trainata dall’onda asiatica, la diffusione di Internet su piattaforma mobile sarà la più grande sfida di marketing del prossimo futuro.

9.
L’Italia soffrirà un ritardo dovuto all’inadeguatezza dell’offerta di banda larga a prezzi abbordabili sul mobile.

10.
L’email inizierà una fase discendente, man mano che si affermeranno modalità di contatto e conversazione sempre più efficienti.

11.
I fenomeni di social networking legati ai brand saranno oggetto di mode feticistiche nelle fascie meno evolute della società.

12.
Grazie a Internet le aziende saranno parte integrante della vita delle persone, entrando in ambiti prima impensabili, con reciproco vantaggio.

Read More

Non avendo potuto andare all’Internet Advertising Forum, trovo particolarmente utile il live blog di Blogosfere, completo di video, segnalato da Andrea Boaretto su Marketing Reloaded.

Read More

[slideshare id=726293&doc=carrarotelemobilityforum-1225972812228461-8&w=425]

Read More

Ricevo una segnalazione molto interessante da Cristiano, che ringrazio:

AUTO: DALLA GERMANIA L’AUTONOLEGGIO AL COSTO DI UNA TELEFONATA = 19 CENTESIMI AL MINUTO PER NOLEGGIARE UNA SMART

Ulm (Germania), 22 ott. – (Adnkronos/Ign) – Daimler lancia una innovativa proposta per combattere il traffico congestionato dei centri urbani: ‘Car2gò. Un progetto nato quasi un anno fa a Ulm, la cittadina vicino a Stoccarda dove sorge il centro di ricerche del gruppo automobilistico tedesco.

L’idea è semplice, partirà in via sperimentale il prossimo 24 ottobre e, oltre a rinnovare il concetto di mobilità nei centri urbani, apre le porte a un nuovo tipo di business per il gruppo tedesco. Sarà la stessa Daimler a gestire ‘Car2gò, senza il coinvolgimento finanziario dei comuni, mettendo a disposizione dei cittadini, per un noleggio funzionante 24 ore su 24, un numero di Smart Fortwo Cdi proporzionale alle dimensioni della città e al numero di abitanti.

La novità di ‘Car2gò consiste nella facilità con la quale si accede al noleggio e nella versatilità di gestione. Dopo essersi iscritti (gratuitamente) al servizio, è possibile noleggiare una di queste Smart o telefonando alla centrale Daimler cittadina, o attraverso il sito web, o, se ce n’è una per strada, aprendola ed entrandovi direttamente, grazie ad uno speciale hardware installato sull’auto che riconosce il cliente attraverso un microchip. Quest’ultimo viene incollato sulla patente al momento dell’iscrizione. Una volta che l’auto avrà riconosciuto il cliente anche attraverso una password, sarà pronta ad avviarsi. Basterà prelevare la chiave di accensione dal vano portaoggetti, inserirla e mettere in moto.

Alla fine del servizio, non si dovrà riportare la vettura dove la si è presa, ma basterà lasciarla in un qualsiasi parcheggio cittadino non a pagamento.

Read More

Il libro di un grandissimo, uno dei maestri della pubblicità italiana e non solo, Pasquale Barbella. Non ho mai lavorato per lui, ma ho avuto occasione di leggerlo, ascoltarlo e, qualche volta, di parlargli. Mi è sempre sembrato un uomo in grado di coniugare il successo e lo stile (oltre che di scrivere come un dio).

Avere dei maestri è una cosa bellissima, purtroppo poi si diventa grandi…

Read More

Queste tre caratteristiche – 1. la contagiosità; 2. il fatto che piccoli cambiamenti possono avere grandi effetti; 3. il fatto che il cambiamento avviene non gradualmente, ma in un momento dato – sono gli stessi tre principi che definiscono il modo in cui il morbillo si diffonde in una classe delle elementari, o come l’influenza colpisce ogni inverno.

Delle tre, la terza, l’idea che le epidemie possano subire impennate o crolli in un momento critico, è la più importante, perché è quella che conferisce un senso alle prime due […]

Quel preciso momento di un’epidemia, quando tutto può cambiare all’improvviso è il Punto Critico.

Ecco da cosa si parte, secondo Gladwell, per capire il passaparola: dall’epidemia.

Una volta che hai capito come si diffonde un’epidemia, beh, puoi anche cercare di provocarla, e credo che il suo libro abbia avuto un certo impatto sullo sviluppo di quella parte di marketing denominata word of mouth (ne abbiamo parlato anche qui, a proposito del libro “Anatomy of Buzz“).

Io l’ho trovato gradevole, piuttosto ben fornito di argomenti, senz’altro interessante nel complesso, anche se non posso negare di aver percepito gli anni che ha (otto).

Questo non gli toglie validità, però – se devo essere sincero – credo vi siano libri successivi (questo, ad esempio) che in qualche modo lo comprendono, magari ampliandone i concetti grazie agli sviluppi che nel frattempo vi sono stati, nella rete e nella società.

Il libro in una frase:

Alle basi del marketing virale: un bel viaggio nella storia dei virus. Lasciatevi contagiare, vi piacerà…

Read More

tmf

Da Telemobility Forum mi hanno chiesto di parlare sulla creatività nella comunicazione basata sul contesto geografico (location-based, come la chiamano).

Oggi ho finito la presentazione, e l’ho consegnata alla segreteria dell’evento.

Vorrei ringraziare quanti mi hanno aiutato a reperire buoni esempi, che mi sono stati utilissimi sia per la presentazione sia nella riflessione che ho cercato di fare.

Non amo particolarmente la parola creatività, ma questa volta era il tema centrale della questione. Spero di aver trattato il tema in modo decente. Lo vedremo il 6!

Se qualcuno è interessato, l’intervento è in programma qui Milano giovedì 6 alle 15:20, qui il form per l’iscrizione gratuita.

In ogni caso, dopo la metterò su Slideshare.

Read More