
Dal bel blog Subtraction, del design director di nytimes.com.
Read MoreIn un incontro di blogger cui ho partecipato (l’unico per la verità!) qualcuno commentava favorevolmente la presenza di diversi pubblicitari, in un ambito che vede l’advertising in genere piuttosto latitante.
Parlandomi, si rallegrava della presenza del mondo agency (sue parole).
Specificando che essere associato a questo mondo mi fa molto piacere (l’advertising è il mio pane da parecchi anni, ed è sempre bello far parte di un mondo), mi chiedo però quale sia oggi questo mondo agency.
Il mondo delle grandi agenzie? quello dei gruppi indipendenti? dei centri media? dei centri produzione? delle coppie free lance? dei consulenti di mktg? dei gruppi che fanno viral e guerrilla?
Se avessimo detto mondo agency 15 anni fa, nessuno avrebbe avuto dubbi che si stava parlando di un mondo di agenzie mediograndi, grandi o grandissime, a servizio completo, remunerate con una percentuale sugli investimenti media. Fine.
Quello che mi pare più certo, è che quel giorno eravamo tutti parte di un mondo piuttosto definito, agency o non agency: il mondo di chi fa marketing attraverso i blog.
Blogging marketers?
Read MoreMi è capitato di chiedermi perché gente del livello di Maestri, Toscana, Battaglia, Rozzi, Gitto, Rosselli, Porro e gli altri che non mi vengono in mente – insomma i più bravi creativi 40enni che abbiamo in pubblicità – non si aprono le loro agenzie.
Avranno rinunciato a entrare nella leggenda degli Armando Testa, Emanuele Pirella, Michele Goettsche, Pasquale Barbella, Marco Mignani, Fritz Tschirren, Maurizio d’Adda, Piero Vigorelli?
Per cosa poi?
Per l’ineffabile piacere di servire quei gentlemen di Martin Sorrell o Maurice Lévy? O per figurare orgogliosamente in organigrammi internazionali di 3.000 persone?
Speriamo non sia perché non credono più di tanto in questo mestiere, che sarebbe molto triste…
Read MoreMentre l’Art Directors Club Italiano indice il primo congresso dei free italiani (il 3 ottobre alla Naba di Milano), ritrovo sul blog di Freelance switch il post 101 essential freelance resources: di tutto di più per i cani sciolti del mercato.
La lunga lista è disponibile anche in italiano, su Rails On The Road.
Fonte: Copywriter Underground.
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Ohmymarketing è tra i growing blogs di WordPress di ieri, subito dopo mamakintan belajar masak, e prima di bum bum bum, parappapapap.
Mia mamma sarebbe orgogliosa di me.
Read MoreAltrimenti perché mi telefonerebbero tutte le sere, rovinandomi l’unico momento di pace della giornata?
[Sky, Wind, Telecom, Corriere della sera ecc ecc]
Read MoreSe vi interessano i libri che leggo, e volete ricevere con regolarità le mie note via mail, cliccate su “tre libri sul comodino”, qui a destra.
L’appuntamento che cerco di mantenere è 15-20 giorni ogni testo, compatibilmente con le fasi lunari e i terremoti della vita.
Read MoreUn libro di Emanuel Rosen, consigliatomi non so più da chi, sull’interessante quanto inesplorato argomento:
How to create word-of-mouth marketing.
How to. Magiche paroline.
Read MoreE mi è piaciuto. Per tanti motivi:
– finalmente un business-hero che mette la vita prima del business
– finalmente un modello di business-style che non ha per obiettivo la vendita plurimilionaria stile google (vedi Founders at work), ma la felicità prima di quel momento
– è un progetto lucido, chiaro, teso
– l’autore, benchè self-made-millionaire, ha i piedi per terra, lo senti vicino
– tutta questa cosa – il lifestyle design, i new riches, i mini-retirements, la low-information diet – è affascinante da morire
– c’è humour
– fa sognare, e riflettere
– insegna delle cose, anche se non segui il suo metodo al 100%, puoi trarre moltissimi spunti utili
– è una storia avvincente
– c’è una montagna di online references
– spiega come sottrarsi alla schiavitù dell’email (this only can change your life, dice, e ha ragione)
– introduce ai piaceri dei Virtual Assistants (gente che dall’India ti paga le bollette o ti prepara il materiale della prossima presentazione)
– dice come incrementare la velocità di lettura del 12.719% (c’è veramente, il metodo lo vende una sua azienda)
– il tutto è integrato dai materiali disponibili sul sito
Insomma, è irresistibile. Pensare che ero scettico…
Il 29enne autore del libro, Tim Ferriss, ha anche un blog.
297 pagine in una frase:
Non ammazzatevi di lavoro tutta la vita per scoprire poi che la pensione è una fregatura: potete vivere come milionari lavorando pochissimo, se siete bravini a impostare le cose come vi dico io. Vale per imprenditori e impiegati.
[UPDATE 25/5/2008: Ho visto oggi l’edizione italiana, è pubblicata da Cairo Editore. Mi chiedo come mai abbiamo tradotto il titolo in “4 ore alla settimana”, perdendo il concetto di 4-hour-workweek].
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