— oh my marketing!

Ho dato una mano a realizzare questo video, dove Berto Salotti (che ha un blog aziendale dal gennaio 2004, qui il post su Aziende con le Orecchie) presenta un’iniziativa commerciale a sfondo benefico.

Complimenti!

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=w3s63B9AgUg]

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Basta con il materialismo terminale (la crescita che distrugge i beni relazionali, culturali e ambientali, riferimenti: Paolo InghilleriLa buona vita e Mihaly Csikszentmihalyi – Flow, the psychology of optimal experience).

Basta con i modelli Gasp (Growth As a Substitution Process), cioè quei modelli socioeconomici che prevedono la diminuzione continua della possibilità di procurarsi benessere senza metter mano al portafogli, creando una situazione in cui il benessere possa essere soltanto acquistato.

Basta con con la frustrazione da scarsità (scarsità indotta artificiosamente da un modello economico che vive di autoconsumo).

Basta con la droga dei soldi (non è un eufemismo, secondo un’inchiesta di Berizzi di “Repubblica”, tra i 21.000 addetti all’edilizia del bresciano e del bergamasco, uno su cinque fa uso di cocaina per sostenere i ritmi pazzeschi del lavoro, che ti emargina se non stai al passo).

Sì all’economia della simbiosi, dove vince chi si mette al servizio del sistema, non chi tenta di predarlo, e dove efficienza e valori possono essere alleati.

Sì a un’economia dove lo sviluppo non dipenda dal basso costo del lavoro o dalla forza di attrazione degli investimenti finanziari, ma dalla capacità di attrarre/generare creatività.

Sì alla critica sociale come parte integrante del sistema mediatico.

Sì ai gruppi sociali dove valori e fiducia si alimentano reciprocamente grazie all’intensità delle relazioni personali.

Sì alla riconciliazione tra cultura tecnica e cultura artistica.

Sì alla ricerca di obiettivi economici che possano accomunare il popolo mondiale.

Il libro di Luca De Biase non è così scioccamente manicheo, questi sono solo i difetti della mia recensione.

Economia della felicità è quanto di più documentato, ragionato, articolato si possa leggere.

Il libro in una frase:

Una visione ragionata delle modifiche in positivo al nostro tristissimo modello economico, alla luce dei fenomenali sviluppi della tecnologia e dei media.

E qui c’è un’intervista televisiva all’autore.

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Però!

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Sono le aziende a doversi adattare alle persone, non viceversa.


Gary Hamel
fa un punto molto interessante in questo video di 1′ e 31″.[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=1OE0q3I-xMc]

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Dopo aver letto che

the new resumé is 140 charachters

non ho resistito.

Massimo Carraro, titolare monkeybusinessmilano.it, è copywriter, consulente di marketing dell’ascolto e coworking evangelist. Vive a Milano.

140 giusti!! 🙂

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Sempre stimolante Steve Rubel, anche in questo post su Twitter.

(Grazie a Ottavotasto per la segnalazione).

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Appena tornato dalla vacanza, e prima di essere travolto dalla marea di lavoro, mi sono tolto lo sfizio di integrare nel blog del cowo un sacco di belle informazioni sul coworking, dalla google map dei coworking di tutto il mondo ai link ai blog, dai video agli articoli apparsi sui mass-media… vedere per credere!

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Ohmymarketing ha visto sestuplicarsi le visite giornaliere, nel giro di pochissimi giorni, dopo la pubblicazione del live blog sulla conferenza del Politecnico con Philip Kotler.

E’ stato per me curioso (e gratificante) veder succedere tutta questa ondata di attenzione.

Mi ha fatto anche pensare: e se adesso le visite diventano migliaia?

Mixed feelings… anche solo l’idea di un minimo di fama (machestaiaddì, ahò?!) mi dà una piccola dolce vertigine (che non è paura di cadere, ma voglia di volare, sia chiaro)…

Poi però io sono abituato a controllare i referrals a uno a uno e – ostrega – le cose cambiano se la lista diventa sei volte tanto…

Poi leggo Clay Shirky, che spiega per benino come i numeri ammazzino l’interattività…

Poi per fortuna le stats tornano ai soliti cento-e-qualcosa, e si torna al business as usual (ma il gusto dell’impennata resta).

(Non so perché scrivo questo post, forse anelo ad incontrare – mediante scrittura inconcludente e sghemba – come per-grazia-rivelata, la strategia di questo blog, che so esistere ma che mi sfugge… sai quando presenti una campagna al cliente e solo mentre appoggi la proposta sul tavolo riunioni la capisci dvvero? Ecco. Forse cerco quel momento.)

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Tempo fa, lavorando su Aziende con le Orecchie (la directory delle aziende italiane attive nel marketing dell’ascolto, cioè corporate blog, user-generated content ecc), mi è venuta l’idea di “fare la conta” dei corporate blogger italiani, per mezzo di un wiki, qui.

Naturalmente ho chiamato il wiki “Gente con le Orecchie”… oggi l’ho riguardato, la lista comprende 28 nomi (oltre al mio).

Un gruppetto simpaticamente eterogeneo dove le multinazionali dell’elettronica figurano insieme alle trattorie 🙂

Ve li presento, in rigoroso ordine di arrivo sul wiki, e invito eventuali altri corporate blogger a segnarsi.

Andrea Gori
blogger per Trattoria da Burde Firenze

Andrea Andreutti
blogger per Samsung Electronics Italia

Giovanni Putignano
blogger per La Compagnia del Cavatappi

Andrea Novaro
blogger per Sibma Navale Italiana

Fabio Zanet
blogger per Nextink

Vincenzo Di Biaggio

blogger per Outletronics

Massimiliano Papadia
blogger per Mhorea Beachwear

Nicola Zago
blogger per Lago

Lorenzo Nicoletti
blogger per Nicoletti

Alessia Germano
blogger per Gruppo Toscano

Antonio Patti
caposala e blogger per Pizzeria Funiculì, Firenze

Andrea Fortunato Toscano
blogger per Gruppo Toscano

Orietta Mascaro, Erica Monesi e Anna Maria Palladino
socie-blogger di Untitled Editori

Fabio Caciagli
blogger per Volo Italia

Andrea Petrucci
web content & community manager per Carnealfuoco Aia

Giordano Adriano
iPins®

Mattia Ballan
blogger per Mizar

Filippo Berto
blogger per Berto Salotti

Sergio Veneziani
blogger per Edelman Italia

Alberto Pastorelli e Massimiliano Ferrari
blogger per Elearnit

Alessandro Delfino
blogger per Enermax Italia

Sara Maternini
blogger per San Lorenzo

Chiara Dondi
blogger per AltraQualità

Walter Giacovelli
LoAd

Cristina Triola
blogger per Europ Assistance Italia

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Il Read & Drink in programma giovedì alla libreria Books Import di Milano è finito sulle pagine di AT Casa, qui. E’ un vero piacere perché questo appuntamento fisso in libreria (di cui Monkey cura la comunicazione) è veramente gradevole, secondo me.

Non posto l’invito perché scrivo con una connessione molto traballante e non riesco a caricare immagini, però se cliccate sul link di AT casa lo vedete.

(Come, non sapete cos’è il Read&Drink? Leggete qua, presto!).

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