Scrivere una campagna Email in stile Horror. Che presenta Web Marketing Garden. Dove invito i destinatari nel LinkedIn Garden, il posto di chi learn by doing.
Che scimmia che sono…
Read MoreScrivere una campagna Email in stile Horror. Che presenta Web Marketing Garden. Dove invito i destinatari nel LinkedIn Garden, il posto di chi learn by doing.
Che scimmia che sono…
Read MoreUna di queste due foto viene dall’yearbook 1978 della mia scuola americana, l’altra è ottenuta col geniale e divertentissimo Yearbook Yourself. Mammamia!

Oggi ho fatto un post per presentare le novità del sito Monkey. Sono momenti in cui ti fermi un attimo a pensare, non fosse altro che per parlarne in modo decente (che è il vero senso di avere un blog dice Seth Godin, ma è un altro film).
In questo anno e mezzo è successo di tutto (e continua)… ma io sono nato e cresciuto con la pubblicità.
Sono un copywriter. Il mutuo lo pago scrivendo. E a scrivere mi hanno insegnato Fulvio Nardi (l’unico pubblicitario meno noto delle sue campagne, cito alla rinfusa: oui je suis catherine deneuve, fatto-già fatto? silenzio parla agnesi), Emanuele Pirella, Michele Goettsche. Anni 1986-1996.
Scrivere bene (possiamo anche sostituire la parola scrivere con la parola comunicare) è un mestiere duro, una tirannia. Niente ti piace mai, sei già in esecutivo e ti accorgi che forse c’è un titolo migliore. Allora bestemmi, imprechi, ma intanto chiami il cliente per dirglielo, e intanto la scadenza per la consegna del file passa. Poi ci sono gli auguri di Natale, i clienti vogliono anche quello, e li vogliono orginali. E tu ridi, ironizzi, ci scherzi. E intanto ti caghi sotto, perché sai benissimo che in quel momento sei giudicato per quello che ti inventi, punto, e se quello che ti devi inventare è un modo nuovo di dire Buon Natale e Felice Anno Nuovo, quello sei. Anche se hai un leone d’oro che ti guarda dalla libreria (e non è il mio caso). E non vai a casa volentieri se non l’hai trovato. E non dormi bene. Questo mi hanno insegnato, questo faccio. Questo vendo.
Scrivere. La sensibilità al comunicare si acquista pian piano. Scrivere di tutto. Scrivere sempre, anche quando non scrivi. Un post su un blog come uno spot internazionale. Una presentazione, una mail delicata, una campagna radio una convention un cartoon. Come il primo giorno, con ancora più paura di non farcela, e con la infida e crescente sicurezza del mestiere, la peggior minaccia di ogni autore decente.
Monkey Business, that is.
Read MoreVedo e prevedo, diceva il calendario di Frate Indovino.
Pungolato da un amico, eccomi qui in cerca di guai. Che non si dica che non corro i miei rischi 😉
1.
I blog aziendali diventeranno la norma.
2.
I blog aziendali saranno tra i primi strumenti di valutazione di un’azienda da parte dei consumatori (non averlo sarà visto con sospetto).
3.
La presenza su Internet diventerà un fattore normale della vita delle aziende.
4.
Le aziende più innovative diventeranno community (mannaggia questa non è mia).
5.
I muri delle migliori aziende cadranno, e l’esterno sarà finalmente vissuto come risorsa (la tendenza che inizia a manifestarsi con i media generati dagli utenti si articolerà e consoliderà anche al di fuori della comunicazione).
6.
Per chi lavora in azienda, la rete sarà una risorsa ineludibile.
7.
Le risorse umane qualificate passeranno al 100% per la rete.
8.
Trainata dall’onda asiatica, la diffusione di Internet su piattaforma mobile sarà la più grande sfida di marketing del prossimo futuro.
9.
L’Italia soffrirà un ritardo dovuto all’inadeguatezza dell’offerta di banda larga a prezzi abbordabili sul mobile.
10.
L’email inizierà una fase discendente, man mano che si affermeranno modalità di contatto e conversazione sempre più efficienti.
11.
I fenomeni di social networking legati ai brand saranno oggetto di mode feticistiche nelle fascie meno evolute della società.
12.
Grazie a Internet le aziende saranno parte integrante della vita delle persone, entrando in ambiti prima impensabili, con reciproco vantaggio.
Non avendo potuto andare all’Internet Advertising Forum, trovo particolarmente utile il live blog di Blogosfere, completo di video, segnalato da Andrea Boaretto su Marketing Reloaded.
Read More[slideshare id=726293&doc=carrarotelemobilityforum-1225972812228461-8&w=425]
Read MoreQueste tre caratteristiche – 1. la contagiosità; 2. il fatto che piccoli cambiamenti possono avere grandi effetti; 3. il fatto che il cambiamento avviene non gradualmente, ma in un momento dato – sono gli stessi tre principi che definiscono il modo in cui il morbillo si diffonde in una classe delle elementari, o come l’influenza colpisce ogni inverno.
Delle tre, la terza, l’idea che le epidemie possano subire impennate o crolli in un momento critico, è la più importante, perché è quella che conferisce un senso alle prime due […]
Quel preciso momento di un’epidemia, quando tutto può cambiare all’improvviso è il Punto Critico.
Ecco da cosa si parte, secondo Gladwell, per capire il passaparola: dall’epidemia.
Una volta che hai capito come si diffonde un’epidemia, beh, puoi anche cercare di provocarla, e credo che il suo libro abbia avuto un certo impatto sullo sviluppo di quella parte di marketing denominata word of mouth (ne abbiamo parlato anche qui, a proposito del libro “Anatomy of Buzz“).
Io l’ho trovato gradevole, piuttosto ben fornito di argomenti, senz’altro interessante nel complesso, anche se non posso negare di aver percepito gli anni che ha (otto).
Questo non gli toglie validità, però – se devo essere sincero – credo vi siano libri successivi (questo, ad esempio) che in qualche modo lo comprendono, magari ampliandone i concetti grazie agli sviluppi che nel frattempo vi sono stati, nella rete e nella società.
Il libro in una frase:
Read MoreAlle basi del marketing virale: un bel viaggio nella storia dei virus. Lasciatevi contagiare, vi piacerà…
Da Telemobility Forum mi hanno chiesto di parlare sulla creatività nella comunicazione basata sul contesto geografico (location-based, come la chiamano).
Oggi ho finito la presentazione, e l’ho consegnata alla segreteria dell’evento.
Vorrei ringraziare quanti mi hanno aiutato a reperire buoni esempi, che mi sono stati utilissimi sia per la presentazione sia nella riflessione che ho cercato di fare.
Non amo particolarmente la parola creatività, ma questa volta era il tema centrale della questione. Spero di aver trattato il tema in modo decente. Lo vedremo il 6!
Se qualcuno è interessato, l’intervento è in programma qui Milano giovedì 6 alle 15:20, qui il form per l’iscrizione gratuita.
In ogni caso, dopo la metterò su Slideshare.
Read MoreSi chiama Web Marketing Garden ed è la mia nuova avventura.
E’ da tempo che ci lavoro, finalmente da ieri è ufficialmente online. Tratta di formazione e autoformazione.
Piace il nome? (Siamo o non siamo copywriter?)
Facciamo corsi. Roberto Ghislandi, che è l’inventore e coordinatore del progetto, mi ha onorato molto chiedendomi se volevo impegnarmi nella cosa, ed eccomi qua.
E veniamo ai libri gratis.
Ci sono 4 copie di Email marketing (di Ghislandi) per chi ci dà qualche buona idea sulla promozione del blog (qui è spiegato tutto), e non solo…
C’è anche un ebook omaggio che mi fa impazzire (solo l’art direction vale la pena), si intitola Web Marketing Horror – dove l’errore diventa orrore. Credo che un titolo così dica tutto!
Infine, ed esco da Web Marketing Garden, segnalo che Antezeta propone un interessante Seo Quiz dove si vincono 5 copie di Internet PR di Marco Massarotto (ne ho parlato qui).
Insomma, c’è da divertirsi 🙂
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