— oh my marketing!

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Marketing

“Il web 2.0 al servizio del marketing e della comunicazione” questo il tema di Web 2.Oltre edizione di novembre, presieduta da Marco Camisani Calzolari.

Assodato che sentire le esperienze di player così importanti è sempre utilissimo, in particolare per chi ne sa poco come me, mi chiedo da cosa sia giustificato un fee di partecipazione così elevato.

Oltretutto mi sembra molto poco… 2.0, nel senso di poco partecipativo. (Però ho voglia di andarci lo stesso!).

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Copio e incollo questa esilarante serie di contro-claims (?) da Why advertising sucks (thanks!).

• Coca-Cola, It’s totally worth the kidney stones.

• Durex, you know you want to cum inside.

• Budweiser, from saintly to slutty in just four beers.

• Everlast, because you know hitchhikers always get killed in scary movies.

• Marlboro, it might kill you but what are you going to do after sex? Eat tofu?

• Krispy Kreme, the new answer to PMS.

• Burger King, what Nicole Ritchie is missing out on.

• Mac & Cheese, easier to do than Paris Hilton

• Ford F-150, compensate for a small penis the manly way

• Tic-Tac, because some people smell like they gave a camel a rim job

• Taco Bell, a high colonic in a hard or soft shell.

• Tom tom, only a product named like a man would never have to ask for directions

• Johnnie Walker, because sometimes you need to cope with not getting a blowjob

• Cuervo Gold, making hoes out of catholic school girls for over a century

• Ruth Chris’ Steakhouse, because sometimes you can’t help but want to be stuffed with meat.

• Broken windshield, chemical warfare, hostage situation? Count on the brand you can trust, Duct Tape

• Samuel Adams, because on the 7th day, God wanted a real beer.

• Johnson and Johnson Baby oil, because if you get a hand job, you want it done right.

• Sony, coming up with more shit to spend your check on.

• PS3, bathing has ceased to be a priority.

• Clamato, part of a well balanced hangover.

• Coach, for the financially endowed yet fashionably unsound.

• TiVo, sorry guys, no excuse to not fuck on Sunday anymore.

• K-Y Jelly, oh yes it fits.

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Come qualcuno sa, da circa un mese ho aperto un piccolo osservatorio sui blog aziendali e più in generale le aziende che mostrano attitudine all’ascolto (si chiama Aziende con le Orecchie e lo trovate qui).

Mi pare interessante il fatto che in sole 4 settimane il sito abbia già “scovato” e recensito 19 realtà imprenditoriali (con almeno altrettante aziende nei bookmarks, in attesa di tempo per scrivere le recensioni). I nomi spaziano da Fiat in giù, e anche questo mi pare ottimo: l’attitudine al marketing dell’ascolto non ha nulla a che vedere con le dimensioni.

Con tutta l’umiltà del caso, mi sembra di poter dire che – in tutta questa discussione sull’innovazione nel marketing e nella pubblicità – qualche segnale concreto si vede.

Chi è interessato all’argomento trova riferimenti utili anche in Web A-Ziende, Hagakure, Marketing Reloaded, Brandblog (appena scoperto) più… tutti quelli che ora non mi vengono in mente… 🙁

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Paolo Ettorre continua a lavorare bene per la pubblicità italiana.

Qui trovate le informazioni per concorrere all’assegnazione della borsa di studio dedicata alla sua memoria. (Scadenza presentazione domanda: 30 ottobre).

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Ho chiesto all’organizzazione del Congresso dei free-lance se la partecipazione degli studenti era consigliata/accettata.

Mi ha subito risposto Gianni Lombardi, responsabile capitolo freelance adci, per dirmi che sì: gli studenti sono benaccetti.

Fossi uno studente, ci andrei anche solo per incontrare gente come Pasquale Barbella, Maurizio Sala e e Sandro Baldoni.

Ricordo che il congresso, gratuito, si svolgerà a Milano il 3 ottobre.

Ci vediamo lì?

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Bella bellissima stoccata di Maurizio Goetz sul blog adci ai creativi pubblicitari (cioè anche a me!), ai clienti e all’establishment pubblicitario in generale.

Con la preparazione culturale e professionale che gli è propria, Maurizio argomenta benissimo il suo intervento, significativamente intitolato Ti puoi fidare della pubblicità?

In sintesi, sostiene che è ora di smetterla di concentrarsi sulla ricerca di una notorietà fine a se stessa per concentrarsi, invece, sui modi più efficaci di acquisire credibilità, reputazione.

E invece, ci accusa Maurizio, noi continuiamo a pensare in termini di premi, concorsi, creatività.

[Anche se sono d’accordo con lui, non posso non dispiacermi che il valore della creatività venga associato a una pratica di inutile ricerca di notorietà. E’ più bello pensare che la creatività sia un mezzo per far passare dei valori importanti, quali anche la fiducia… io temo, in realtà, che siano le strategie a usare male la creatività, non tanto i creativi].

In ogni caso, sono colpito dal fatto che proprio oggi ho scritto sul blog d’agenzia una cosa intitolata Una nuova sensibilità, che cerca di affrontare la pubblicità da una prospettiva un po’ diversa.

Diciamo pure dalla prospettiva della fiducia, così magari Maurizio ci perdona per il mestiere che facciamo… 🙂

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Blurb, il blog di Luca Vergano, mi pare degno di essere letto. Ma non è questo il punto, il punto è che la sua intestazione recita:

Blurb. Un planner più generalista e in attesa di una baseline migliore.

Allora, gliela vogliamo scrivere questa baseline, o non siamo più capaci?

Comincio io:

Blurb. No plan B.

Le più belle baseline che ho visto finora nella blogosfera sono quelle di Russell Davies, credo le cambi spessissimo. Una che mi ricordo è:

We’re just as disappointed as you are.

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Suddivisi per settori, eccoli qua. Se lo dice Timesonline

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Si avvicina la data del congresso dei free-lance: il 3 ottobre a Milano, presso la NABA in via Darwin 20. (Qui il blog da cui ci si può anche iscrivere).

I free-lance sono, a mio avviso, una delle più forti tendenze del mercato [malignità: non so se perché vanno bene loro o perché vanno male le agenzie tradizionali…] .

A parte tutto, però, mi pare un fatto molto importante che nel mondo piatto in cui viviamo, l’individuo ha moltissime possibilità di creare valore, anche da solo, con un pc e un software decente (magari gratuito). Una cosa su cui cerco sempre di invitare a riflettere chi cerca di entrare in questo settore, sarà perché io, quando cercavo di entrare nelle agenzie, non potevo giocare con zooppa, youtube ecc ecc… [invidia retroattiva? sì!]

Ancora dall’adci, iniziativa aggregante per bloggers area adv/mktg.

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Sono stato invitato a fare una chiaccherata con una classe di aspiranti pubblicitari in Accademia di Comunicazione, il 10 ottobre.

Mi fa piacere tornare in quelle aule dopo avervi insegnato per un po’ di anni. Ma il motivo del post è un altro.

Vorrei sapere da chiunque legga queste righe e stia pensando/puntando/girandointorno a un lavoro in pubblicità

le cinque cose che vorreste che qualcuno finalmente vi spiegasse sulla pubblicità e sul lavoro nelle agenzie.

Prometto che farò del mio meglio per dare delle risposte sincere e corrispondenti alla mia esperienza sul campo.

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