— oh my marketing!

Archive
marketing e lavoro

Sono stato invitato a fare una chiaccherata con una classe di aspiranti pubblicitari in Accademia di Comunicazione, il 10 ottobre.

Mi fa piacere tornare in quelle aule dopo avervi insegnato per un po’ di anni. Ma il motivo del post è un altro.

Vorrei sapere da chiunque legga queste righe e stia pensando/puntando/girandointorno a un lavoro in pubblicità

le cinque cose che vorreste che qualcuno finalmente vi spiegasse sulla pubblicità e sul lavoro nelle agenzie.

Prometto che farò del mio meglio per dare delle risposte sincere e corrispondenti alla mia esperienza sul campo.

Read More

Un’agenzia amica cerca una coppia creativa con almeno un paio d’anni di esperienza per una collaborazione da definire.

Per favore scrivetemi in privato, citando questo post. Suerte!

Read More

Di Clear Blogging – How People Blogging Are Changing the World and How You Can Join Them avevo già parlato, ora mi sono deciso a metterlo sul comodino.

Qui si può anche scaricare un estratto del libro for free.

Read More

E voi che avete lo smartphone e bloggate (o twitterate) da lì, che modello usate?
Mi date una dritta, o mi metto già in fila per l’iphone?
Ricordo mr leledainese che parlava dello strumento giusto per me, quel giorno che l’ho conosciuto. Definizione perfetta: lo strumento giusto per me, che non sono un geek, ma amo la blogosfera e sto volentieri online, per diletto e per lavoro.

Read More

L’altro giorno ho visto un copy per un colloquio. Non conosceva Zooppa.com, il che mi ha fatto pensare che a volte diamo le cose per scontate, e allora parliamo un momento di Zooppa.

E’ un sito dove chiunque può trovare un brief di una vera azienda e da lì sviluppare un’idea creativa. Questa idea viene messa online e la community degli zooppers le assegna un voto, su cui si basa la valutazione ed il premio in denaro (zoopdollars che diventano veri dollars da 1.000 in su).

Secondo me è una freccia in più all’arco di chi ha voglia di darsi da fare. Lo dicono anche loro:


It is committed to the vision of real people and real companies conducting business in a creative and rewarding viral context. This means stimulating the creative talent of those who have no voice in the traditional advertising setting.

Read More

In un incontro di blogger cui ho partecipato (l’unico per la verità!) qualcuno commentava favorevolmente la presenza di diversi pubblicitari, in un ambito che vede l’advertising in genere piuttosto latitante.

Parlandomi, si rallegrava della presenza del mondo agency (sue parole).

Specificando che essere associato a questo mondo mi fa molto piacere (l’advertising è il mio pane da parecchi anni, ed è sempre bello far parte di un mondo), mi chiedo però quale sia oggi questo mondo agency.

Il mondo delle grandi agenzie? quello dei gruppi indipendenti? dei centri media? dei centri produzione? delle coppie free lance? dei consulenti di mktg? dei gruppi che fanno viral e guerrilla?

Se avessimo detto mondo agency 15 anni fa, nessuno avrebbe avuto dubbi che si stava parlando di un mondo di agenzie mediograndi, grandi o grandissime, a servizio completo, remunerate con una percentuale sugli investimenti media. Fine.

Quello che mi pare più certo, è che quel giorno eravamo tutti parte di un mondo piuttosto definito, agency o non agency: il mondo di chi fa marketing attraverso i blog.

Blogging marketers?

Read More

Mi è capitato di chiedermi perché gente del livello di Maestri, Toscana, Battaglia, Rozzi, Gitto, Rosselli, Porro e gli altri che non mi vengono in mente – insomma i più bravi creativi 40enni che abbiamo in pubblicità – non si aprono le loro agenzie.

Avranno rinunciato a entrare nella leggenda degli Armando Testa, Emanuele Pirella, Michele Goettsche, Pasquale Barbella, Marco Mignani, Fritz Tschirren, Maurizio d’Adda, Piero Vigorelli?

Per cosa poi?

Per l’ineffabile piacere di servire quei gentlemen di Martin Sorrell o Maurice Lévy? O per figurare orgogliosamente in organigrammi internazionali di 3.000 persone?

Speriamo non sia perché non credono più di tanto in questo mestiere, che sarebbe molto triste…

Read More

Mentre l’Art Directors Club Italiano indice il primo congresso dei free italiani (il 3 ottobre alla Naba di Milano), ritrovo sul blog di Freelance switch il post 101 essential freelance resources: di tutto di più per i cani sciolti del mercato.

La lunga lista è disponibile anche in italiano, su Rails On The Road.

Fonte: Copywriter Underground.

Read More

Un libro di Emanuel Rosen, consigliatomi non so più da chi, sull’interessante quanto inesplorato argomento:

How to create word-of-mouth marketing.

How to. Magiche paroline.

Read More

E mi è piaciuto. Per tanti motivi:

– finalmente un business-hero che mette la vita prima del business
– finalmente un modello di business-style che non ha per obiettivo la vendita plurimilionaria stile google (vedi Founders at work), ma la felicità prima di quel momento
– è un progetto lucido, chiaro, teso
– l’autore, benchè self-made-millionaire, ha i piedi per terra, lo senti vicino
– tutta questa cosa – il lifestyle design, i new riches, i mini-retirements, la low-information diet – è affascinante da morire
– c’è humour
– fa sognare, e riflettere
– insegna delle cose, anche se non segui il suo metodo al 100%, puoi trarre moltissimi spunti utili
– è una storia avvincente
– c’è una montagna di online references
– spiega come sottrarsi alla schiavitù dell’email (this only can change your life, dice, e ha ragione)
– introduce ai piaceri dei Virtual Assistants (gente che dall’India ti paga le bollette o ti prepara il materiale della prossima presentazione)
– dice come incrementare la velocità di lettura del 12.719% (c’è veramente, il metodo lo vende una sua azienda)
– il tutto è integrato dai materiali disponibili sul sito

Insomma, è irresistibile. Pensare che ero scettico…

Il 29enne autore del libro, Tim Ferriss, ha anche un blog.

297 pagine in una frase:

Non ammazzatevi di lavoro tutta la vita per scoprire poi che la pensione è una fregatura: potete vivere come milionari lavorando pochissimo, se siete bravini a impostare le cose come vi dico io. Vale per imprenditori e impiegati.

[UPDATE 25/5/2008: Ho visto oggi l’edizione italiana, è pubblicata da Cairo Editore. Mi chiedo come mai abbiamo tradotto il titolo in “4 ore alla settimana”, perdendo il concetto di 4-hour-workweek].

Read More