— oh my marketing!

Non è bellissima? Art direction di Laura Coppola (bravissima as always). A gennaio in libreria!

[UPDATE 17/12/2009 – E’ ufficiale: l’editore mi ha autorizzato a dare un codice sconto del 20% a tutti coloro che ne fanno richesta, da ora fino alla data di uscita. Chi fosse interessato può lasciare nei commenti la sua email (il prezzo sarà così di 12 euro anziché 15 (in ogni caso non c’è obbligo di acquisto). Approfittatene!]

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Tra le tante cose che sto facendo, c’è anche il libro, di cui ho già parlato.

Bella notizia: non è più un sogno nel cassetto, ma una bozza in consegna a un editore molto importante, importantissimo (il più importante del mondo direi, visto che stampa il mio libro!).

Ringrazio quindi Alpha Test, che porterà questo lavoro nelle librerie a inizio 2010, e continuo nella pubblicazione di alcune parti.

Non credo, infatti, si possa scrivere un libro sui social media senza condividerlo.

E poi – diciamocelo – come rinunciare a un lavoro di revisione come questo?

PREMESSA

Questo libro: perché e per chi.

Un copywriter che scrive di marketing non è certo la miglior ipotesi di lavoro. Però. Mai come ora, nella comunicazione d’impresa, la figura di chi scrive (tradizionalmente i copywriter) è stata così vicina a chi decide le strategie.

E questo non tanto per un’accresciuta importanza del ruolo degli “scribacchini” come il sottoscritto, quanto perché le strategie sono divenute liquide e in continuo, incessante aggiornamento. Questo a causa di quegli strumenti che solo chi ama scrivere (o comunicare) maneggia nel giusto modo: blog, reti sociali, conversazioni online e quant’altro.

La strategia è andata verso la parola. Ha lasciato i rigidi powerpoint del reparto marketing per entrare nel magmatico mondo delle conversazioni.

Per questo, da circa due anni affianco al mio lavoro di copywriter quello di “comunicatore online”, esperienza in continua evoluzione che mi ha portato, tra le molte cose, anche a scrivere questo libro.

Quanto al “per chi”, queste pagine si rivolgono a tutti, perché credo che questo periodo stia facendo nascere un’attitudine più aperta, anche e sopratutto al di fuori dei reparti marketing tradizionali, che permette di promuovere i propri prodotti e servizi a tutti coloro che hanno… qualcosa da dire.
E se non hanno una laurea in Bocconi e un master a Stanford, pazienza.

Infine, una parola sulla struttura.

Ho cercato di non dare nulla per scontato, con l’obiettivo di dare una panoramica completa dapprima sui concetti (le cento parole da sapere), poi sugli strumenti (quali sono e come usarli) per finire con alcuni esempi, sia di grandi aziende sia di imprenditori sconosciuti al grande pubblico, ma depositari di forti esperienze personali.
Questi magnifici visionari sono da ringraziare in modo particolare – non solo per avere avuto la generosità di rilasciarmi un’intervista personale – ma soprattutto per il loro essere di ispirazione per tutti coloro che affrontano il mercato armati soprattutto di idee.

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Fare gli inviti per il Read and Drink è un vero Monkey Business. Infatti ci divertiamo come scimmie!
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Quasi sempre, parlando di start-up piene di idee e vuote di soldi (e quindi in cerca di capitali), viene fuori che le difficoltà principali di questi giovani e geniali imprenditori sono:

  1. Aprire excel e fare un business plan come si deve
  2. Raccontare bene la propria idea in non più di 5 minuti
  3. Approcciare la community degli investitori

Se il punto 3 è oggettivamente difficile da imparare (e Mind the Bridge, a cui offro volentieri le mie ore libere – libere, bella questa! – ha esattamente tale missione), i punti 1 e 2 saranno affrontati in modo professionale e di alto profilo in un seminario che si terrà a Milano in due date: il 20 e il 21 ottobre.

Le sessioni prevedono la mattinata di corso e un colloquio one-to-one con tutti i partecipanti nel pomeriggio, e saranno tenute da una professionista di questi skills attiva in Silicon Valley (patria del Venture Capital), Elisabetta Ghisini.

Il costo (500 euro) può forse sembrare impegnativo, ma secondo me è un eccellente investimento.

Location: Cowo@monkeybusiness, Via Ventura 3, Milano.

Iscrizioni online qui.

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Quando dicevo che la rete di coworking Cowo piano piano inizierà a diffondere la conoscenza del coworking in modo organico in rete…

Grazie Alessandra di Cowo Ravenna e grazie a Ignite Italia che ha ripubblicato il video sul proprio blog.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=BA8pjbvIA6g&feature=player_embedded#t=36]

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Marche, persone. I social media stanno incredibilmente livellando la differenza tra questi due concetti (le marche stanno infatti imparando a parlare one-to-one, ed era ora).

Alla fine si tratta di tono di voce (ne ho parlato qui e qui), che si potrebbe definire “la distanza tra le parole e il cuore di chi le pronuncia”.

Una ventina di cm di solito, ma a volte sono anni luce.

Comunque, se volete sentire uno che parla con passione (e quindi credibilità, non dimentichiamolo mai) chiamate Roberto Bonzio e chiedetegli di presentarvi il suo lavoro audio-video-talk “Italiani di Frontiera”.

Roberto ha annullato anche quei 20 cm.

Un uomo che parla con passione del suo lavoro è sempre un atto di comunicazione straordinariamente efficace, e anche uno spettacolo edificante (mentre un uomo innamorato è uno spettacolo d’arte varia, ma questa è di Paolo Conte, giù il cappello).

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Domani terrò il corso “Blog e Social Network” per conto di Web Marketing Garden.

L’effetto che mi ha fatto prepararlo è stato come fare un corso sull’acqua delle cascate dall’interno di un gommone lanciato in pieno rafting 🙂

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Per chi ha paura del potere di Google, ecco una via d’uscita. Direttamente dalle news americane.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=lMChO0qNbkY]

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Ho almeno tre cappelli da mettere mentre vedo questo video: quello del pubblicitario, quello del formatore, quello del papà.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=sIFYPQjYhv8&eurl=http%3A%2F%2Fwww.mclips.it%2Farchive%2F2009%2F09%2F02%2Fsocial-media-revolution.aspx&feature=player_embedded#t=262]

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[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=d1c_v-c-rmU&eurl=http%3A%2F%2Fmilano.blogosfere.it%2F2009%2F08%2Finnse-gli-operai-sulla-gru-non-cedono-protesta-a-oltranza-il-proprietario-genta-si-discolpa-&feature=player_embedded]

Vicino a casa mia, da 14 mesi ci sono delle persone che vivono e lavorano da un camper.

Li vedo tutti i giorni, davanti alla Innse, ed è anche per questo che scrivo questo post.

Non entro nel merito della questione, ma vedo che la protesta è arrivata al punto da far salire alcune di queste persone (4 o 5 non so), non più tanto giovani, a 15 metri d’altezza, su una gru dello stabilimento, senza potersi lavare, al caldo torrido dell’agosto aggravato dal caldo che c’è dentro una fabbrica, e per giunta adesso gli hanno anche tolto l’elettricità in modo che non possano telefonare.

Se ho capito bene, pare che nemmeno i colleghi di lavoro possano avvicinarsi, sono tenuti lontani dalla polizia.

Quessto non è il colpo di testa di un matto ferragostano (se non avessi testimoniato, anche solo da distratto passante, il dramma che si consuma in via Rubattino da più di un anno, non scriverei queste righe).

Questo è un dramma, umano prima ancora che professionale, di circa 50 famiglie, che – dopo 14 mesi che lottano 24 ore su 24 contro fantasmi quali “le istituzioni” – oggi si vedono improvvisamente circondati da poliziotti armati.

La capacità di risolvere situazioni come questa è come il bagno del ristorante: il livello di civiltà di una situazione si vede anche da questo.

E qui non siamo in un ristorante di terz’ordine, ma in una delle città più avanzate d’Europa.

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