
Ancora da Hugh Macleod, un video a tema “voglio dormire per un mese”. E si capisce già dalla faccia.
Read MoreEra il 2005.
Business Week metteva in copertina i blog (“Blogs will change your business“).
Debbie Weil faceva uscire The Corporate Blogging Book. Absolutely Everything You Need to Know to Get It Right, basato sulla sua esperienza di corporate and CEO blogging consultant (documentata sul suo blog, significativamente intitolato BlogWriteforCEOs).
Insomma il loro passato prossimo è il nostro futuro (speriamo non remoto), con uno scarto molto ridotto, due annetti.
Motivo più che sufficiente per leggere questo eccellente libretto, e mettere in saccoccia le buone dritte del pragmatismo americano applicato con il buon senso di questa success lady.
Nota per Leonardo Bellini, traduttore del libro e amico di mail (nonché autore a sua volta): good job Leeeona’do!
Il libro in una frase:
Read MoreSe hai un’azienda, se ti interessa, se ti attira, se ne hai paura, se guardi gli altri, se non vuoi restare indietro, se pensi al tuo futuro, se hai le antenne, se vorresti capire… stai già bloggando, con questo libro in mano. Non te ne pentirai, di nessuna delle due cose.

Ho letto una bella cosa sul blog di Hugh Macleod, Gapingvoid.
Nel suo stile poche-palle, riassume i tre anni passati, nella prospettiva dei blogger. Da quando Business Week scrisse in copertina “Blogging Will Change Your Business” (un articolo del 2005, potrebbe benissimo uscire oggi sul Sole) le cose non sono più state le stesse.
Sono venti righe che secondo me vale la pena di leggere, per motivi che non riesco bene a spiegare.
Forse sento la vertigine di un gap di soli 2 anni tra chi sta aprendo la strada e quelli agli inizi come me (abituato ai 15-20 anni della pubblicità..).
E comunque Hugh dice sempre cose interessanti in un modo interessante, mai banale. E poi ha inventato la global microbrand, i suoi casi English Cut e Stormhoek sono storia della comunicazione, ammesso che si possa chiamare già storia (di nuovo le vertigini…). Per non parlare dei suoi cartoons. E poi è un copywriter, e il suo business hero è David Ogilvy.
Piccolo mondo.
Read MoreGrazie a Blogs4biz scopro che Facebook chiede scusa e promette che non lo fara più (puntate precedenti: FB ha pasticciato con la privacy della sua community perché è bello avere 50 milioni di utenti, ma essere ricchi è ancora più divertente).
Read MoreUn’amica mi chiede di diffondere questa notizia.
So che può sembrare incredibile, ma trovare a chi darlo, il lavoro, è difficile quasi quanto il contrario.
Chi fosse interessato è pregato di scrivermi una mail, i commenti a questo post sono chiusi.
[Vi conviene essere bravini, è gente che vince ori a Cannes…]
Read MoreOggi sono felice. Avete presente quando i clienti ti capiscono e ti seguono?
Ecco.
Per la prima volta da quando mi interesso di marketing dell’ascolto (o della conversazione, se preferite), ho la fortuna di vedere un’azienda interessarsi all’idea del corporate blog, e poi entusiasmarsi fino a decidere di aprirlo, senza tanti se e tanti ma.
Onore quindi a questa azienda, che ancora una volta – nei fatti che contano – si dimostra un punto di riferimento per il suo settore, e non solo.
Figuro anch’io tra i curatori del sito, ma non si è ancora deciso se continuerò oppure mi defilerò, una volta avviato il blog.
Comunque sia, oggi, primo giorno del blog, volevo esprimere la mia soddisfazione e far loro gli auguri.
[ULTIMORA: già due post il primo giorno… e il più recente chiede addirittura aiuto per la ricerca di un nome… non c’è che dire, chi capisce lo user-generated ci mette un attimo a usarlo!]
Read MoreLeggendo The anatomy of Buzz ho imparato che il passaparola positivo è molto più debole di quello negativo.
Ebbene, oggi vorrei dare una mano ai buoni, riprendendo la bella storia di servizio al cliente di Nikon, raccontata da Johnnie Maneiro su 980 km (che ringrazio e saluto).
Read MoreDopo la Trenitalia story/1 (non l’avevo chiamata così, al tempo, ma ho deciso di inaugurare un filone, e quell’episodio ne costituisce degna apertura), ecco un’altra perla.
Devo andare a Udine.
Dopo aver visto l’orario online chiamo l’892021 per acquistare il biglietto. Chiedo di viaggiare con il treno che ho visto sul sito, in partenza alle 6.00 da Milano Centrale. Acquisto il biglietto di prima classe, pagandolo 43,50 euro.
La mattina dopo parto. Arrivo a Mestre, prendo la coincidenza per Udine, ma una volta a bordo mi sento chiedere una “differenza” per la tratta Mestre-Udine pari a euro 13,90.
Spiego di aver comprato il biglietto tramite call center, specificatamente per quest’orario, quindi non capisco.
“Avrebbe dovuto specificare che prendeva l’intercity” mi sento rispondere.
Replico: “Come posso io sapere che tipo di treno è? Io ho richiesto questo viaggio, e ho pagato per questo”.
“Non so cosa dirle”.
Nemmeno io so cosa dire. Allora scrivo.
Read More…diventasse improvvisamente un problema da evitare, che se no dice a tutti cosa ti sei comprato ieri, che film vai a vedere stasera e dove vai a Natale?
Mi pare di capire, dal post di gone verbose del 24/11 che, da alcuni giorni è così (i tuoi acquisti vengono comunicati alle rete di tuoi conoscenti, e pare non ci sia modo di disinserire questa opzione), anche se forse adesso ci ripensano.
Poi mr. globalmicrobrand dice che sta diventando insopportabile anche per altri motivi…
[Io faccio il pubblicitario, ma penso che la pubblicità debba essere pubblicità, nel momento in cui me la metti dove non me l’aspetto divento il tuo peggior nemico. Mi viene in mente quando ho disdetto le news nel telefonino appena hanno iniziato a farle precedere da un msg pubblicitario].
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