— oh my marketing!

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Marketing

Qui il sito, qui il blog, domani le impressioni. E grazie a Profero per l’invito.

[UPDATE – IL GIORNO DOPO: Purtroppo nessuna impressione, perché il traffico milanese ci ha impedito di arrivare. Due ore da Lambrate a Porta Genova sono un film dell’orrore, altro che Ecopass. Spero di essere invitato nuovamente, così da poter riportare qui l’esperienza (non del’ingorgo, della serata sulla creatività digitale)].

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Dati alla mano, l’orientamento italiano al marketing non convenzionale è dimostrato: ben il 70% dei responsabili (uomini) non indossa mai la cravatta.

(Dall’e-book Monkey “Le 13 verità tragicomiche del marketing italiano”).

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Alla domanda “Cosa pensa del marketing della conversazione?” il 54% del campione risponde: “Perfetto per il target femminile”.

(Dall’e-book Monkey “Le 13 verità tragicomiche del marketing italiano”).

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Lui ha un furgoncino per lavoro e una moto.

Lei può usufruire di un’auto di famiglia in condivisione, senza troppi problemi.

Però… per la settimana bianca come si fa? E se vogliamo fare il giro dei castelli della Loira, quest’estate? E quando lui deve fare il giro dei clienti italiani, due volte l’anno?

L’esigenza di un’auto ci sarebbe, ma certo non tale da giustificare un’acquisto.

Ci vorrebbe un noleggio, ma intelligente però.

Eh.

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Il branding, nel 71% dei casi, è ritenuto appannaggio delle aziende di superalcolici.

(Dall’e-book Monkey “Le 13 verità tragicomiche del marketing italiano”).

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Partendo dalla nostra esigenza di condivisione, stiamo pensando di elaborare un piccolo progetto di coworking milanese.

Watch the monkey!

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Ricevo da un amico la segnalazione di questa ricerca:

E’ richiesta esperienza di minimo due anni nella gestione di progetti per l’implementazione di siti internet e di campagne pubblicitarie digitali.
Si richiede la conoscenza dei più diffusi formati grafici.

E’ richiesto l’uso di Microsoft Project, Power Point e Excel avanzati, un’ottima conoscenza della lingua inglese parlata e scritta, confidenza con gli strumenti di web analytics e tracking.
E’ richiesta anche attitudine alla scrittura finalizzata alla realizzazione di presentazioni.

La retribuzione e il livello di inquadramento saranno definiti in base alle competenze.

Qui il link alla pagina Linkedin con i riferimenti.

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Alla frase di Ogilvy “Il consumatore non è una persona astratta, ma tua moglie”, il 79% degli intervistati reagisce negativamente, denunciando la violazione della privacy.

(Dall’e-book Monkey “Le 13 verità tragicomiche del marketing italiano”).

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Per implementare il marketing tribale, il 64% del campione ha già prenotato vacanze-avventura in Namibia, Kenia e Australia. (Di questi, il 28% si dichiara socio del WWF).

(Dall’e-book Monkey “Le 13 verità tragicomiche del marketing italiano”).

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Luca Conti, uno dei nostri top blogger, non ha bisogno di presentazioni nella blogosfera, non solo italiana.

Come autore del blog di informazione Pandemia, infatti, è un importante riferimento per molti, senza contare la sua attività di buzz consultant, autore, relatore.

Rispetto alla nostra domandina-da-un-milione-di-euro (Italia: ce la faremo?), Luca risponde dalla prospettiva di chi vede il suo paese con gli occhi dei nuovi media e la mentalità di un comunicatore dal basso, professionalmente attivo in ambito internazionale.

Una visione, quindi, particolarmente interessante.

Con l’intervento di Luca, che ringrazio molto, concludo il giro di opinioni sulla situazione italiana nato – lo ricordo – dall’articolo del New York Times “In a Funk, Italy Sings an Aria of Disappointment” che ci descrive come una nazione praticamente allo sbando. (E ancora non avevamo conosciuto da vicino la signora Mastella e quel simpatico mattacchione del marito).

E ora, la parola a Luca:

Sono ottimista e mi viene spontaneo rispondere: sì, ce la faremo. Pensandoci un po’ su il mio ottimismo muta in realismo e la risposta cambia in un “mah, non è detto!”.

Nonostante c’è chi sostenga il contrario, un rischio di declino del paese lo vedo e a mio avviso ci siamo già dentro.

Lo spazio che ci separa dall’altro lato del Mediterraneo è immenso e non ci siamo per nulla avvicinati: il divario tra nord e sud del mondo continua a crescere purtroppo. Sono gli altri paesi europei che si son mossi un po’ più a nord e cominciamo ad allontanarci anche dalla Spagna, paese estremamente dinamico, online e offline.

Con questo voglio dire che in questi anni abbiamo perso molti treni e non è detto che continueranno a passare.

La metafora del treno non è casuale perché il livello del servizio in Italia è indicativo del sistema paese.

Ciò nonostante restiamo una delle prime dieci potenze del globo e abbiamo quindi un immenso potenziale di crescita e di miglioramento.

Se risolvessimo qualche problema strutturale potremmo fare un grandissimo salto di qualità, fermo restando che alcuni punti di forza sono nostri e ineguagliabili (clima, cultura, cibo).

Ce la possiamo fare quindi, ma dobbiamo stringere i denti e continuare a lottare giorno dopo giorno, senza risparmio.

(I precedenti articoli hanno ospitato l’opinione di Andrea Andreutti, Giona Maiarelli, Andrea Boaretto, Sean Carlos).

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