Andare ad Amsterdam e partecipare a questo progetto di David Armano.
Via Infoservi.
Read MoreCi sono molte buone ragioni per conoscere Venice Sessions.
Io comunque mi sono entusiasmato per questa montagna di titoli interessantissimi.
La “biblioteca del futuro”.
Aaaaah.
Read MoreHa già riscosso un grande successo nella blogosfera, con 2000 download in pochi giorni, adesso ce l’ho anche io.
So già che mi piacerà, perché mi piace molto come scrive l’autore, Gianluca Diegoli, sul suo conosciuto blog (vedi la comodità di avere un blog…), che dà anche il titolo al libro.
Scaricabile gratuitamente qui.
Read MoreMarketing Reloaded, il gruppo del Politecnico di cui sono evangelist e me ne vanto, ha presentato ieri la sua ricerca
Il Consumatore è Mobile, il Marketing e i Servizi lo inseguono.
Qui l’agenda dell’evento e qui un articolo esaustivo, comprensivo dei risultati della ricerca punto per punto.
Personalmente, non ho dubbi che il mobile sarà protagonista assoluto di tutto, nei prossimi anni.
Sui messaggi per questo canale ho scritto questa presentazione, il mese scorso.
Si dica quel che si vuole, finche all’Adci c’è uno che scrive così (libro bellissimo, di cui ho amato ogni singola pagina) io ci vado. Però è vero che la mia amata associazione di categoria vive un momentaccio. (E io che pensavo all’Adci 2.0…)
Read MoreNon è proprio un libro, ma un free report di Forrester Research, disponibile qui.
Sottotitolo: With Corporate Blog Credibility Low, Blogging Only Makes Sense As Part Of A Plan.
Beh, non si può negare, anche se
1.
Siamo in Italia e non negli USA, dove la blogosfera corporate ha qualche anno di vantaggio
2.
Seth Godin dice (e io condivido) che bloggare fa bene alle aziende, perché:
Ciò che importa è la coscienza di pensare a ciò che volete dire, come vi piegherete a chiunque leggerà il vostro post, come vi forzate a spiegare – in tre paragrafi – perché avete fatto qualcosa.
Come ne risponderete, davanti a tutti.
L’autore della ricerca, Josh Bernhoff, è lo stesso di Groundswell, libro che a casa mia è andato in libreria senza passare dal comodino (ma per il quale ho pronta la recensione di Gianluca Diegoli).
Fonte: Steve Rubel’s Micropersuasion.
Read MoreDifficile leggere un trattato culturalmente più completo su un tema – se vogliamo – di settore come il marketing.
Ma forse è proprio questa la chiave di Societing: il marketing non è più una questione privata tra chi produce e chi acquista, ma – se riuscirà a rifondarsi, come auspicato da Fabris – coinvolgerà l’intera società, in uno scambio dove le merci fisiche sono soprattutto pretesti per comunicare. E la comunicazione, si sa, è ovunque.
L’impianto del libro è piuttosto vasto, e non nascondo che mi ha messo un po’ alla prova (parentesi di falsa modestia), ma credo di aver colto una completezza non indifferente, in particolare nell’inquadramento sociologico della società italiana, nell’affascinante analisi del postmoderno, nelle prospettive etiche della vera responsabilità sociale dell’impresa.
In particolare sull’Italia, mi ha colpito come ricorrano spesso, nel volume, i condizionamenti tipici delle due egemonie culturali nostrane: quella cattolica e quella comunista.
Due “chiese” che hanno sempre condiviso una visione radicalizzante e demonizzante verso consumi e mercato.
Peculiarità che non credo condividiamo con altri popoli, le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, nelle cronache di tutti i giorni.
Peppone e Don Camillo, insomma, sembrerebbe essere la modernità italiana, sulla quale il postmoderno tenta un difficile (e ci credo!) innesto.
Comunque, le nuove dinamiche, spinte e ispirate dalle tecnologie – ma anche da nuovi, inattesi e umanissimi modi di condividere socialità – non sembrano attardarsi troppo su retaggi socioculturali di un secolo fa, e… peggio per chi non se ne accorge.
Il blog dell’autore non fa mistero di posizioni nette e visioni lucide, e fornisce insight interessanti al pari del libro, anche se con diversa profondità.
Societing – Il marketing nella società postmoderna mi ha fatto sentire come sui banchi dell’università (sui quali, peraltro, non mi sono mai seduto), a lezione da un professore curioso, ricco, stimolante, pragmatico, visionario e colto.
Il libro in una frase:
Read MoreL’impresa sta ricevendo dalla società i segnali utili alla riformulazione completa del suo approccio al consumatore: 1. riconoscergli uno status di parità – 2. iniziare ad ascoltarlo – 3. scoprire come interessarlo e motivarlo a partecipare alla vita dell’impresa. Se non saprà ascoltare queste indicazioni, si ritroverà ben presto con il suo marketing in mano, inutile e inutilizzabile come un cerino bruciato.
Non l’ho detto io, ma un signore che si chiama Federico Minoli ed ha lanciato la community più infoiata che ci sia: quella dei Ducatisti. Ma non siamo qui a parlare di moto, ma di marketing.
Così Minoli nel 2006:
Quando la gente si abitua non puoi più tenerla fuori (dall’azienda, nda): i ducatisti vogliono dire la loro sui prodotti.
Recentemente è successo per l’ipermoto, una moto nuova che viene lanciata.
Utilizzando il blog (…) indico al proposito una specie di referendum.
Mettiamo il progetto in rete e chiediamo l’opinione della tribù.
Nel giro di cinque giorni otteniamo migliaia di risposte, con un gradimento stratosferico.
Allora, sempre tramite blog, invito i ducatisti alla riunione in cui si decide se produrre o no questa moto.
Attraverso una videocamera i ducatisti seguono dal vivo il processo di decisione.
Decidiamo di farla, la moto torna in Internet con una versione più definitiva.
I ducatisti sono sempre più entusiasti ma rilevano che c’è un solo freno a disco e dicono che ce ne vorrebbero due.
Gli ingegneri sostengono che questa moto, con il peso e la potenza che ha, non necessita di un secondo disco e inoltre due dischi costano il doppio.
Cosa facciamo?
Mettiamo il secondo disco, ovviamente. Ma questo richiede una decisione apparentemente illogica e autoritaria, che viene presa da qualcuno che deve mettersi contro gli ingegneri.
Se si apre l’azienda e noi abbiamo un desmowiki e un desmoblog, improvvisamente la domanda vera è: di chi è la marca?
Noi siamo convinti che la marca sia dei ducatisti.
Fonte: Societing di G.P. Fabris.
Read More