— oh my marketing!

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marketing e lavoro

Ricevo da Yooplus, via LinkedIn, notizia di questa offerta di lavoro.

Attenzione: non sono coinvolto personalmente, chi è interessato è pregato discrivere all’indirizzo mail indicato sotto. Grazie.

Company:
Yooplus
Job Title:
Account Manager area nord
Company Description:
Yooplus sviluppa piattaforme Web 2.0 e Enterprise 2.0 per il social media innovativo e per la comunicazione e la collaborazione aziendale. I nostri clienti spaziano dall’editoria al no profit alle PMI.
Responsabilità:
La posizione ricercata si occuperà della fidelizzazione dei Clienti acquisiti e dell’ ampliamento del portafoglio clienti sulla base di azioni ed obiettivi concordati
Modalità operative:
Sulla base di Leads forniti da Yooplus dovrà capire gli obiettivi del Cliente e sviluppare una visione strategica per soddisfarne i bisogni.
Dovrà curare il rapporto con il cliente ed interfacciarsi con la struttura tecnica Yooplus per individuare le migliori soluzioni da offrire; questa attività include la stesura di documenti di progetto/offerta da veicolare al Cliente.
Dovrà sviluppare una conoscenza approfondita del mercato di riferimento e della concorrenza al fine di individuare, insieme alla direzione, le migliori strategie di sviluppo di mercato delle soluzioni Yooplus.
Questa posizione prevede trasferte sul territorio di riferimento per raggiungere la sede del Cliente.
Contatto:
l.grimaldi@yooplus.com.

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Notizia appresa stasera: nell’agenzia pubblicitaria che ha creato, per un proprio cliente, un’applicazione per Facebook da oltre 500.000 adesioni è stato interdetto l’accesso al social network a tutti. Forte no?

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Marketing Reloaded, il gruppo del Politecnico di cui sono evangelist e me ne vanto, ha presentato ieri la sua ricerca

Il Consumatore è Mobile, il Marketing e i Servizi lo inseguono.

Qui l’agenda dell’evento e qui un articolo esaustivo, comprensivo dei risultati della ricerca punto per punto.

Personalmente, non ho dubbi che il mobile sarà protagonista assoluto di tutto, nei prossimi anni.
Sui messaggi per questo canale ho scritto questa presentazione, il mese scorso.

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Si dica quel che si vuole, finche all’Adci c’è uno che scrive così (libro bellissimo, di cui ho amato ogni singola pagina) io ci vado. Però è vero che la mia amata associazione di categoria vive un momentaccio. (E io che pensavo all’Adci 2.0…)

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Parlando di coworking, ecco com’è lavorare al cowo, con noi scimmie.

[youtube=http://it.youtube.com/watch?v=EBtWVfkGsv0]

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Un titolo più incasinato non potevo scriverlo!

E’ che sono troppo contento di annunciare che al prossimo Read and Drink (l’aperitivo stile milano da bere leggere della libreria Books-Import di via Maiocchi 11), tra le tartine e le patatine ci saremo anche noi del Cowo – coworking Milano per chiacchierare dell’iniziativa con chiunque sia interessato (il coworking è quella cosa per cui tu, se non vuoi impegolarti nell’affitto di un intero ufficio vieni da noi e tiaffitti una scrivania per il tempo che ti serve. E intanto che stai lì conosci dell’altra gente).

E se arrivano le spillette da iPins, ci saranno anche quelle.

Disclaimer: Books-Import è cliente Monkey Business.

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Approvate dalla Regione Lombardia due misure importanti per il lavoro indipendente e atipico, le microimprese e gli autoimprenditori:

1.
Interventi di finanziamento per il consolidamento e la sopravvivenza di quegli auto imprenditori che lavorano nell’ambito della conoscenza, e in generale dei freelance

2.
Deciso coinvolgimento delle nuove categorie, attraverso il riconoscimento di proprie rappresentanze, nella “consulta delle professioni” in modo da coinvolgerli nello studio di interventi per rimodulare interventi pubblici per il settore.

Fonte: Marcello Saponaro.

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Oggi ho fatto un post per presentare le novità del sito Monkey. Sono momenti in cui ti fermi un attimo a pensare, non fosse altro che per parlarne in modo decente (che è il vero senso di avere un blog dice Seth Godin, ma è un altro film).

In questo anno e mezzo è successo di tutto (e continua)… ma io sono nato e cresciuto con la pubblicità.

Sono un copywriter. Il mutuo lo pago scrivendo. E a scrivere mi hanno insegnato Fulvio Nardi (l’unico pubblicitario meno noto delle sue campagne, cito alla rinfusa: oui je suis catherine deneuve, fatto-già fatto? silenzio parla agnesi), Emanuele Pirella, Michele Goettsche. Anni 1986-1996.

Scrivere bene (possiamo anche sostituire la parola scrivere con la parola comunicare) è un mestiere duro, una tirannia. Niente ti piace mai, sei già in esecutivo e ti accorgi che forse c’è un titolo migliore. Allora bestemmi, imprechi, ma intanto chiami il cliente per dirglielo, e intanto la scadenza per la consegna del file passa. Poi ci sono gli auguri di Natale, i clienti vogliono anche quello, e li vogliono orginali. E tu ridi, ironizzi, ci scherzi. E intanto ti caghi sotto, perché sai benissimo che in quel momento sei giudicato per quello che ti inventi, punto, e se quello che ti devi inventare è un modo nuovo di dire Buon Natale e Felice Anno Nuovo, quello sei. Anche se hai un leone d’oro che ti guarda dalla libreria (e non è il mio caso). E non vai a casa volentieri se non l’hai trovato. E non dormi bene. Questo mi hanno insegnato, questo faccio. Questo vendo.

Scrivere. La sensibilità al comunicare si acquista pian piano. Scrivere di tutto. Scrivere sempre, anche quando non scrivi. Un post su un blog come uno spot internazionale. Una presentazione, una mail delicata, una campagna radio una convention un cartoon. Come il primo giorno, con ancora più paura di non farcela, e con la infida e crescente sicurezza del mestiere, la peggior minaccia di ogni autore decente.

Monkey Business, that is.

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Vedo e prevedo, diceva il calendario di Frate Indovino.

Pungolato da un amico, eccomi qui in cerca di guai. Che non si dica che non corro i miei rischi 😉

1.
I blog aziendali diventeranno la norma.

2.
I blog aziendali saranno tra i primi strumenti di valutazione di un’azienda da parte dei consumatori (non averlo sarà visto con sospetto).

3.
La presenza su Internet diventerà un fattore normale della vita delle aziende.

4.
Le aziende più innovative diventeranno community (mannaggia questa non è mia).

5.
I muri delle migliori aziende cadranno, e l’esterno sarà finalmente vissuto come risorsa (la tendenza che inizia a manifestarsi con i media generati dagli utenti si articolerà e consoliderà anche al di fuori della comunicazione).

6.
Per chi lavora in azienda, la rete sarà una risorsa ineludibile.

7.
Le risorse umane qualificate passeranno al 100% per la rete.

8.
Trainata dall’onda asiatica, la diffusione di Internet su piattaforma mobile sarà la più grande sfida di marketing del prossimo futuro.

9.
L’Italia soffrirà un ritardo dovuto all’inadeguatezza dell’offerta di banda larga a prezzi abbordabili sul mobile.

10.
L’email inizierà una fase discendente, man mano che si affermeranno modalità di contatto e conversazione sempre più efficienti.

11.
I fenomeni di social networking legati ai brand saranno oggetto di mode feticistiche nelle fascie meno evolute della società.

12.
Grazie a Internet le aziende saranno parte integrante della vita delle persone, entrando in ambiti prima impensabili, con reciproco vantaggio.

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[slideshare id=726293&doc=carrarotelemobilityforum-1225972812228461-8&w=425]

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