— oh my marketing!

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comunicare con la pubblicità

Mentre l’Art Directors Club Italiano indice il primo congresso dei free italiani (il 3 ottobre alla Naba di Milano), ritrovo sul blog di Freelance switch il post 101 essential freelance resources: di tutto di più per i cani sciolti del mercato.

La lunga lista è disponibile anche in italiano, su Rails On The Road.

Fonte: Copywriter Underground.

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Altrimenti perché mi telefonerebbero tutte le sere, rovinandomi l’unico momento di pace della giornata?

[Sky, Wind, Telecom, Corriere della sera ecc ecc]

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Se vi interessano i libri che leggo, e volete ricevere con regolarità le mie note via mail, cliccate su “tre libri sul comodino”, qui a destra.

L’appuntamento che cerco di mantenere è 15-20 giorni ogni testo, compatibilmente con le fasi lunari e i terremoti della vita.

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Un libro di Emanuel Rosen, consigliatomi non so più da chi, sull’interessante quanto inesplorato argomento:

How to create word-of-mouth marketing.

How to. Magiche paroline.

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Non sto parlando del lancio ufficiale, ma del simpatico “aperitest” organizzato da Marco Camisani Calzolari poche ore fa a Milano.

L’happy hour è stata particolarmente happy perché Marco ha mantenuto la promessa di farci trovare un paio di iPhone da vedere, toccare e perfino provare (in tutte le funzioni meno la telefonia naturalmente).

L’oggetto viene da un altro pianeta, ma questo in fondo me lo aspettavo.

Quello che mi ha veramente emozionato, invece, è stato il mio primo incontro con altri blogger: una dozzina di persone di evidente talento e ricchezza umana, geek simpaticissimi, creativi e imprenditori digitali. Chiacchere, risate, birre e tramezzini, la cameraderie di chi già si conosce e la calorosa accoglienza dei newcomers dell’adci (cioè io). I telefoni sono stati portati da new york – da chi? da un’amica, tra poco è qui – e intanto che arriva ci guardiamo i post audio/video che ha pubblicato da laggiù sul suo blog via telefonino grazie a Speakageline, l’applicazione che permette di pubblicare dal cellulare su tutte le piattaforme blog, un prodotto italiano unico al mondo. Cose così. Sono conquistato.

Non vorrei farmi prendere la mano, ma l’ho detto, mi sono un po’ emozionato perciò mi lascio andare: è stato come un piccolo flash, un fuoriprogramma, un trailer di quello che potrebbe essere una classe dirigente italiana del futuro.

(E non lo dico certo perché c’ero anch’io, semmai… nonostante ci fossi anch’io!).

Cito i presenti di cui ho raccolto i nomi, mi scuso con gli altri, e ringrazio tutti: MarcoCC, Lele, Massimiliano, Paolo, Fabrizio, bizywoman, Marco/defected, Francesco.

Ah, dimenticavo, i due oggettini del desiderio sono su ebay… chi offre di più?

[UPDATE] Qui il video girato durante l’incontro e qui le divertentissime foto di Marco.

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I pubblicitari dicono che lo spot è un’occasione persa.
I blogger si lamentano che il lancio è stato troppo opulento, che la macchina non ha il gpl, che c’era Veltroni.

Pare che in tutta la blogosfera non ci sia un solo commento positivo sulla 500 lanciata l’altro giorno a Torino [e venduta in 25.000 esemplari prima che arrivasse nei concessionari].

Possibile che, in tutto questo, nessuno rilevi che se la Fiat esce dal pantano una volta per tutte, magari i nostri figli avranno qualche chance di non finire a lavorare per una multinazionale cinese?

Mi spiego meglio. Forse, dopo essersi sputtanati allegramente l’elettronica, il tessile, l’alimentare, la telefonia, le autostrade, i treni, la compagnia aerea di bandiera e non so cos’altro, abbiamo non so come in Italia uno che riesce a salvarci il didietro in un settore strategico dell’economia mondiale, l’auto. Lancia un prodotto che si vende come il pane (realizzato in 18 mesi, la metà del tempo mediamente necessario per un nuovo modello) con una kermesse che pare l’inaugurazione di un’olimpiade. Dichiara anche di voler portare la Fiat al top mondiale della produzione automobilistica.

E tutto quello che si legge in rete sono dubbi circa la scelta dello spot o battute sull’auto di Homer Simpson?

E poi ci lamentiamo che non vinciamo premi a Cannes perché manca il sistema.

A me pare questo, il sistema che manca. L’incapacità di fare il tifo per noi.

Mi viene in mente Nanni Moretti quando dice: ve lo meritate, Alberto Sordi.

Fonti: minimarketing, Marketing usabile.

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Sono in ufficio. Entra una faccia che mi ricorda qualcuno.

“Come stai? Sono XY, ti ricordi? Sto girando qui sopra, ho visto il nome sulla porta…”

Mi ricordavo vagamente, era (ed è) il direttore creativo di una grossa agenzia con cui ho lavorato intorno al ’97. Lui era a Roma, io a Milano.

“Mi ricordo… ci siamo incrociati qualche volta, un sacco di anni fa”.

“Io mi ricordo di te perché facesti un annuncio che diceva *cercasi account ricco di famiglia*.

Di quello mi ero completamente dimenticato (anche perché l’account non si trovò mai). Un annuncetto a piè di pagina su un giornalino di settore, uscito una volta sola non so quanti anni fa, almeno 7-8. Non mi aspettavo di ritrovarlo ancora al lavoro.

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Il sito di Monkey Business ha inserito un link per chiunque voglia mandare un curriculum e candidarsi a diventare una scimmia dell’advertising (lo trovate sulla colonna di destra, sopra i clienti).

Se siete stufi di dove siete, se avete un portfolio da discutere, se volete rivoluzionare il mondo della pubblicità e vi serve una sedia, fatevi vivi.

Cosa succederà poi non si può mai sapere (è una giungla baby, mica corsocomo).

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Ricevo dall’Accademia di Comunicazione una buona notizia:

La Fondazione “Accademia di Comunicazione” con borse di studio parziali consente trenta opportunità di crescita a trenta futuri professionisti!
Trenta è il numero delle borse di studio parziali che la neonata Fondazione “Accademia di Comunicazione” mette a disposizione di giovani laureati per la partecipazione al Master in Marketing e Comunicazione d’Impresa di Accademia di Comunicazione di Milano.
Si tratta di un fondo totale di € 120.000,00 del quale godranno, per la copertura parziale della retta di frequenza, i primi 30 ragazzi che,
superate le prove di ammissione, si iscriveranno all’ormai storico Master specialistico accreditato ASFOR di Accademia di Comunicazione.
Requisito, oltre ad una forte motivazione ed alla passione per il Marketing e la Comunicazione, un reddito familiare lordo annuo inferiore a € 70.000.

Qui i dettagli del’iniziativa.

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Una bella metafora dell’agenzia di pubblicità (Gianni Lombardi).

Ecco perché questo libro arriva sul mio comodino, anche se parla della vita di uno chef (Anthony Bourdain, di New York, qui il suo sito e qui se volete guardarlo ingoiare il cuore ancora pulsante di un cobra [!]).

Ringrazio Gianni per la segnalazione e ricordo che anche Ogilvy ha più volte sottolineato come l’aver lavorato nell’enorme cucina di un albergo parigino d’alto livello gli abbia insegnato molto su come si gestisce un’agenzia.

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