— oh my marketing!

Matt Mullenweg, il 24enne fondatore di WordPress passato qualche giorno fa a Milano, invita

users from novice bloggers to experienced multi-site creators

per un test di usabilità, appunto a New York, nei prossimi giorni.

Ci sono anche 75$ di geek-cotillons in regalo, cosa volete di più?

Qui tutte le informazioni.

Read More

Non proprio in senso assoluto, diciamo online.
(Periodica revisione dell’attività in rete del sottoscritto, con automatica presentazione a chi non lo conosce tanto. Portate pazienza, o lettori abituali, domani posto qualcosa di meglio, promesso!).

Ultimo nato è il coworking milanese. Si chiama cowo, è bellissimo e dà molta soddisfazione ai suoi genitori Laura e Max.
Qui video e tutto il resto.

immagine-3.png

Poi c’è Aziende con le Orecchie, la directory che tutte le settimane aggiunge almeno una azienda italiana attiva nel marketing dell’ascolto. Siamo a quota 71, e fatico a star dietro alle nuove inziative.
Il bollino qui sotto è per coloro che apprezzano l’iniziativa e aiutano a diffonderla sul proprio sito (così).

Per i corporate bloggers italiani che vogliono contarsi/guardarsi c’è questo wiki. Al momento sono siamo 25.

flowers

Ma la madre di tutte le battaglie è lei, l’agenzia di comunicazione che abbiamo fondato anni fa, e rifondato l’anno scorso.
Ufficialmente facciamo pubblicità, ma la nostra vera attività e regalare adesivi, t-shirt, ebooks e… giocare alla community.

flowers

Grazie a voi che, in uno o più di questi mondi, ci fate compagnia, non solo online. E se riunissimo tutto in una cosa sola?

Read More

Se pensate a quante aziende sono nate in Italia nei mitici anni ’60, capirete immediatamente l’importanza del problema del passaggio generazionale nelle aziende di famiglia italiane.

Praticamente tutti i fondatori di quelle industrie stanno ora passando le consegne ai figli, agli eredi, a… società estere.

E’ un passaggio complicato e delicato, dove il giusto approccio può fare la differenza, e rendere più felici tutti i protagonisti della storia.

Dal mio punto di vista, sono coinvolto nella cosa… non come erede-pupillo di una ricca dinastia industriale italiana, ma come consulente di comunicazione dell’Università Cattolica, organizzatrice del convegno.

Il convegno si terrà nel pomeriggio di giovedì 29 maggio, all’aula magna dell’Università Cattolica in Largo Gemelli. Ingresso libero previa registrazione qui, e informazioni al n. 02/80583037.

Qui, qui e qui i video di alcuni relatori.

[Disclaimer: il blog FamilyBusinessSmart è curato dalla mia agenzia].

Read More



The Day There Was No News

Originally uploaded by Pixelsurgeon

Read More

Da una delle mie aziende preferite (cliente Monkey).

immagine-3.png

Read More

Fresco di stampa, arriverà presto sul mio comodino.

Read More

Piacevole e inaspettato pomeriggio a chiacchierare con uno dei miti della blogosfera mondiale, Steve Rubel, autore di Micropersuasion.

Mi piace sempre vedere confermata una mia vecchia convinzione, che i più bravi sono anche i più umili e disponibili.

Steve, director of insights di Edelman ha dimostrato un’affabilità e una disponibilità che credo abbia conquistato un po’ tutti i presenti (Lele Dainesi, Alessio Jacona, Gianandrea Facchini, Luca Conti, Marco Zamperini, Luca Vanzella, Sergio Veneziani).

Qui un video sull’incontro.

[UPDATE – C’era anche Sacha Monotti. Scusa Sacha!]

[UPDATE 2 – E anche Marco Camisani Calzolari, autore del qik video!…]

[UPDATE 3 – E anche Alberto Mengora, di Edelman].

Read More

Ho scritto un post sul blog d’agenzia dove chiedo (anzi: mi chiedo) se la creatività pubblicitaria sia sempre la stessa, se il suo valore sia rimasto invariato, se i criteri per giudicarla siano sempre impatto, originalità ecc.

Il post in questione è nato pensando al lavoro delle giurie Adci, che in questi giorni stanno scremando le short list per i premi da conferire alla miglior conmunicazione pubblicitaria del 2007.

Ma in realtà, la domanda di cui sopra non riguarda i giurati (se sono lì a far le giurie, e il materiale da giudicare sono campagne, come dovranno mai giudicarle, se non con i criteri che da sempre guidano le classifiche della creatività pubblicitaria: impatto, originalità, ecc).

No, la questione riguarda qualcosa di più ampio, diciamo pure – spariamola grossa – il senso di questo lavoro che siamo abituati a chiamare creativo. E di conseguenza il suo valore. E di conseguenza il nostro posto sul mercato.

Insomma: se contiamo qualcosa oppure no.

In assoluto, il valore della creatività – intendiamoci – continua a valere più del greggio.

Quello che mi lascia un po’ perplesso è il fatto che l’Adci (ma credo anche Cannes, e tutti quelli che fanno premi alla creatività) sembrano non rendersi ancora conto che l’impatto di uno spot, oggi, non serve più a niente se quel prodotto, quella marca non si dimostrano degni di reputazione, alla prova della segnalazione tra utenti, della raccomandazione via internet, del passaparola (possibile che quei 50 milioni di consumatori che cliccano su Amazon ogni mese non riescano a insegnarci nulla?).

[Ok, possiamo anche fregarcene, ma fra 5 anni? Cosa ce ne faremo dei nostri coni, se non saremo in grado di “entrare” nella considerazione *un po’ meno art-copy-oriented* di chi saprà pensare più in grande, e quindi non iscriverà il suo lavoro al nostro premio? Su questo aspetto di marketing per il club tornerei dopo].

L’integrità, la reputazione, la trasparenza sono ora facilmente riscontrabili, e la gente riscontra, eccome se riscontra.

Perché non valutiamo la creatività di questi approcci, invece che continuare a stilare classifiche sulla base di chi è più bravo a scrivere un titolo, o a girare uno spot?

Per carità, tutta la mia ammirazione (nonché invidia) ai maestri del mestiere, ma… davvero contano ancora così tanto, ancora sempre e solo quegli skills?

Perché non ci inventiamo dei premi per chi riesce a far parlare di sè, ad esempio, facendo seguire i suoi atti di comunicazione a relazioni profittevoli e magari stupefacenti con il suo mercato?

Oppure chi riesce, a costi bassi, ad avviare conversazioni fruttuose?

Oppure chi si inventa una strategia mai attuata prima?

Perché l’Adci non dà un premio al blog Ducati, un brand che ha preso una strada diversa dall’advertising (anche) per mancanza di budget pubblicitario adeguato (citato in “Marketing non convenzionale” ed. Sole 24 Ore), e ha finito per creare un caso-scuola di marketing dell’ascolto?
Non è creatività questa?
O siamo noi “creativi” a non esserlo abbastanza da capirlo?

Io credo che dovremmo sforzarci, e aprire il nostro club a qualcosa di più, di diverso.

Un anno fa ho scritto un post intitolato “Adci 2.0?” in cui dicevo delle cose su questi argomenti.

L’ho riletto e ho capito di pensarla ancora esattamente così. Non è il massimo citare se stessi, ma questa volta me lo concedo:

La mia modesta opinione su ciò che il club dovrebbe fare come priorità assoluta:

Intercettare il lavoro migliore ovunque sia, soprattutto dove non siamo abituati a guardare.

Obiettivo: tornare ad essere il riferimento centrale della creatività in comunicazione.

Anche perché, ritornando un attimo a quei bravi cristi di giurati e al materiali che si ritrovano sui tavoli, io credo davvero che l’Adci rischi di non avere più niente di interessante da giudicare, se quelli che l’innovazione la fanno sul serio, a colpi di strategie geniali, intuizioni sistemiche, atteggiamenti rivoluzionari (e ci sono, in Italia) non riconosceranno al nostro club l’autorevolezza e la competenza per giudicarli…

Read More

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=DKkX-p2pXrY&hl=en]

Sembra che il coworking stia diventando di moda (vedi qui e qui).

Il blog del nostro coworking (cowo milano) è qui.

Read More

Sono stato invitato a partecipare a E-mail Power 2008 in qualità di copywriter. Appuntamento martedì 13 alle 15.45: “e-mail clinic” (ma ci sono relazioni per tutta la giornata).

Ingresso gratuito previa registrazione.

(Grazie Roberto per il gradito invito!).

Read More