— oh my marketing!

(Dal libro) Intervista ad Andrea Gori.

Andrea Gori, titolare della Trattoria Da Burde di Firenze, anche conosciuto come “sommelier informatico”, ha accettato di raccontare la sua preziosa esperienza di marketing sulle pagine di Un etto di marketing, a giorni in libreria.

INTERVISTA AD ANDREA GORI (TRATTORIA DA BURDE).

Se non sbaglio, tu eri appassionato di tecnologia quando hai iniziato a
bloggare per la tua attività, è così?

Quanto ha contato questa tua predisposizione?

Diciamo che mi piace considerarmi un “nativo digitale” in quanto i
miei ebbero la bellissima idea di regalarmi un commodore 64 all’età di
8 anni quindi praticamente ho vissuto una vita con i computer, anche
se quasi esclusivamente per giocare.

Ma dopo aver lavorato in una società di consulenza e formazione a distanza, una delle prime ad avere la banda larga in Italia (parliamo del 1999), mi si sono aperti gli occhi e ho cominciato a vivere digitalmente ogni aspetto della mia vita.

E quindi, quando ho cominciato a bloggare come sommelier per
Burde, è stata una evoluzione naturale del mio modo di vivere e fare
business.

Pensi che altri potrebbero seguire il tuo esempio, nella diffusione del
passaparola per la propria attività, nel tuo settore?

O ritieni la tua esperienza peculiare e irripetibile per qualche motivo?

Irripetibile in quanto forse in molti aspetti sono stato precursore e
le mie attività web hanno suscitato interesse spesso più per la loro
novità che per il loro reale valore di marketing.

Non consiglierei a nessuno di aprire un ristorante e mettere 1167 video su YouTube per promuoversi, ecco…

Però molti aspetti, carta dei vini online, menu, interazione continua con i clienti, presenza su forum e comunicare quello che si fa ogni giorno, ecco questo penso siano aspetti che nessun ristoratore o sommelier possa trascurare.

Potresti affermare che hai avuto un incremento delle vendite grazie alla tua attività online?

Se sì, hai voglia di spiegare come?

Diciamo che ogni mese ho almeno una trentina di clienti che vengono da
Burde quasi esclusivamente per conoscere me e dove vengono girati i
video, manco fosse il set di un film!

Moltissime serate particolari con vini ricercati e preziosi hanno avuto poi una partecipazione di pubblico impensabile per un evento promosso in altro modo (Sassicaia e cinghiale , 55 euro, 80 persone, non so come avrei fatto altrimenti a convincerli tutti!).

Poi ci sono tutti i lavori che svolgo come consulente web e enoico per aziende cantine e case editrici e degustazioni e show a pagamento in vari eventi e  manifestazioni (alla stregua di altri giornalisti del settore) il che è un indotto non indifferente e che però afferisce ad “Andrea Gori sommelier informatico” più che alla Trattoria.

In questo senso spesso il blog finisce con essere più il blog del Sommelier Informatico che quello della Trattoria, ma è inevitabile ad un certo punto.

Si sa che il blog, il microblog e i social network sono attività gratuite (a
parte il dispendio di tempo ovviamente!).

Per favorire la conoscenza della tua attività economica hai affrontato anche investimenti di tipo economico (ad esempio, pubblicità tramite Google Adwords)?

Abbiamo speso qualche euro (circa 500 in  un anno ) per la presenza su
di un portale toscano molto importante e decisivo, specie per gli
eventi, una tantum.

Ma per il resto solo tempo, tantissimo, credo di essere sulla media di circa 2 ore al giorno negli ultimi due anni spesi tra blog e social network vari, festivi e ferie inclusi, ovviamente!

Se ti trovassi a tavola con qualcuno all’inizio del tuo percorso, poniamo per esempio un giovane sommelier che sta aprendo una piccola enoteca, quali sono le tre cose che ti sentiresti di dirgli, rispetto al passaparola in rete?

Di non sottovalutarlo e di seguire ogni discussione del vino che passa
in rete, coltivare ogni piccolo contatto e “amicizia” e soprattutto
essere sempre onesti e coerenti.

E di avere pazienza perchè come il passaparola normale, anche quello web “non dopato” ha tempi piuttosto lunghi rispetto ad altre forme di marketing.

Molti non si avvicinano al mondo di Internet perché ritengono che serva troppo tempo, per partecipare in modo serio e fruttuoso alla partecipazione in rete.

Secondo te quanto tempo serve per iniziare?

Negli ultimi due anni ho dato consulenza “informale” a moltissimi che
si avvicinavano al blogging (come del resto è stata fatta a me dai
tipi di Vino24.tv che mi diedero da leggere Naked Conversations, il libro che mi ha cambiato la vita) e ho visto che in realtà se non ci sono preclusioni di fronte alla tecnologia, bastano davvero poche settimane, con l’approccio giusto.

E quanto tempo dedichi tu al tuo blog?

Un’esagerazione, come ti dicevo, almeno due ore al giorno, ovviamente
extra-orario di lavoro!

Infine: cosa c’entra il web con le trattorie e il buon vino?

Tecnicamente niente, ma come tutte le cose che sulla carta ti sembrano
distanti anni luce, alla fine portano risultati davvero inaspettati.

E in termini pratici , credo che almeno nel caso del vino ci sia una
componente di status sociale e condizione economica, chi naviga con
costanza sul web in Italia per adesso sono persone con una certa
preparazione e dotazione economica, due elementi purtroppo
imprescindibili per chi vuole andare per ristoranti e belle bottiglie.

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