— oh my marketing!

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Uno dei blog aziendali che mi danno più soddisfazione (come autore e anche come goloso) è quello che seguo per Vicenzi, intitolato “MatildeTiramiSu” dal nome della fondatrice del gruppo veronese, nonché dalla specialità del noto dolce al cucchiaio, spesso cucinato con savoiardi Vicenzi.

Trovo davvero piacevole e divertente ricevere ricette dalle cucine d’Italia, con tanto di foto dalle quali sembra salga l’odore delle case italiane, quello vero, quello di quando eri bambino e facevi i compiti mentre dalla cucina arrivavano improvvise folate di paradiso.

In circa sei mesi abbiamo raccolto spontaneamente (cioè senz’altra forma di pubblicità che non fosse il blog stesso, la pagina Facebook e gli update di Twitter) 44 ricette di torte, da circa altrettante cuoche e cuochi, a cui “Matilde” ha dedicato 44 pagine personali all’interno del blog.

Inoltre, a chi decide di condividere la propria ricetta preferita, Vicenzi regala un bel ricettario di dolci, inviato direttamente a casa.

Trovo sia gratificante essere coinvolti in progetti in cui ti riconosci, per questo sono fiero di comparire con il mio nome e cognome sia nel “chi siamo” del blog sia nel profilo Twitter del progetto.

Mi piace sottolinearlo perché non sempre le aziende rendono noto chi sono le persone che ne gestiscono la conversazione online, e mi pare che in questo caso la mia agenzia abbia trovato un committente illuminato 🙂

E adesso guardate queste foto, tratte dal Flickr di Matilde, e ditemi se non è un piacere…

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Web Marketing Garden, insieme a Laura Coppola e al sottoscritto ha prodotto un nuovo diabolico ebook gratuito della serie Horror. Stavolta l’orrore da evitare è la burocrazia che ti impedisce di farti finanziare i corsi di formazione.
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Pochi giorni fa il progetto di coworking a cui lavoro dal 2008 ha fatto una presentazione al primo congresso europeo sul tema, Coworking Europe 2010, svoltosi a Bruxelles il 18-19 novembre scorso.

Il titolo del nostro intervento è stato “The future of coworking” e ha presentato 7 ipotesi di sviluppo del fenomeno del coworking.

Una di queste ipotesi descrive il coworking come una possibile piattaforma per iniziative di marketing e digital pr (vedi slide 6 e 7 della presentazione qui sotto), e porta ad esempio la distribuzione del mio libro in tutti gli spazi Cowo, iniziativa che ha portato anche ad una serata di presentazione, al Cowo Udine/Ufficity.

Ora, l’ipotesi di lavoro è nella mia testa, il libro l’ho scritto io: non è stato difficile creare questa occasione di “coworking come piattaforma di marketing”.

Ciò che mi ha piacevolmente colto di sorpresa, invece, è stata la mail dell’altro ieri in cui mi si chiede se la rete Cowo è interessata a fare dei product test sui telefoni di una multinazionale importante.

Mentre rispondevo affermativamente, dentro di me pensavo…

Che il futuro del coworking sia già arrivato?

Nell’attesa di scoprire come andrà a finire, rivediamoci le slide presentate a Bruxelles… (se invece volete il video, lo trovate qui).
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L’inserto tuttolibri de La Stampa mi ha accompagnato per anni.

In certi sabati torinesi della mia giovinezza me lo bevevo tutto, dalla prima parola all’ultima.

Figuratevi che piacere ritrovarlo, in edizione iPad, ancora più bello, più multimediale, con la cura editoriale e grafica di sempre.

Highly recommended a chi ama i libri, e pazienza se sto mischiando lavoro e passione, la passione per i libri è nata prima e morirà dopo qualunque mio incarico professionale.

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Anche se non ne parlo più tanto, non per questo ho smesso di pensare a un modo di usufurire del bene automobile secondo un modello un pochino più innovativo di quello dell’acquisto.

Registro l’accordo di qualche tempo fa tra Car Sharing Italia e Guidami (di ATM) come una buona notizia, anche se il car sharing, dopo averlo testato per un anno, mi continua a sembrare un’opzione per signore che vanno all’Ikea o per single che vanno al cinema, non una valida alternativa all’auto di proprietà per chi ha famiglia, fa viaggi di lavoro, ha esigenze un pochino più forti, insomma.

Apprendo con piacere che Peugeot ha lanciato l’auto a punti (Mu), concetto a mio avviso interessantissimo, tutto da esplorare (anche in ambito coworking, perché no).

Mi iscrivo al Bike Sharing, e rimando ogni decisione.

Mi tengo la mia auto altri tre anni, perché l’offerta di noleggio a lungo termine più vantaggiosa che ho trovato è ancora lontana da ciò che intendo investire (150 euro/mese).

Scommettiamo che in questi tre anni ci arriviamo?

Sono solo curioso di vedere con chi (sarebbe buffo che non fosse una casa automobilistica né un rent-a-car, no?)

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Sono felice di annunciare che parte delle mio tempo professionale d’ora in poi sarà dedicato ad Hagakure, l’agenzia di internet PR con cui ho già collaborato nei mesi passati.

Ammiro e stimo l’agenzia dei samurai fin dal primo giorno, e l’ho seguita costantemente, trovando anche piacevoli occasioni di contatto con i suoi partner.

Da quando ho capito che la comunicazione entrava in una fortissima fase evolutiva (al punto da cambiare identità alla mia agenzia, che è diventata l’agenzia delle scimmie, animale evolutivo per eccellenza), l’accelerazione è stata increbibile, frenetica e inarrestabile. Quasi insostenibile per un copy cresciuto con Pirella negli anni 80.

Grazie quindi ai partner di Hagakure Chiara, Marco e Matteo, per aver chiesto a questa scimmia di saltare ancora più in alto.

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Facebook a pagamento, Twitter a pagamento, YouTube a pagamento… non credo succederà mai.

Invece, per chi gestisce una community Ning, sta accadendo ora.

Scade venerdì 20 agosto il termine per aderire a uno dei piani premium di questa ottima piattaforma, se non vuoi vedere scomparire la tua community.

Una scelta che ti mette davanti ad alcuni interessanti interrogativi.

  1. Quanto “vale” la tua community, ovvero: quanto sei disposto a spendere per mantenerla attiva?
  2. Come cambia il tuo atteggiamento verso la piattaforma, dal momento che ora metti mano al portafogli?
  3. Quale può essere il ritorno di questo piccolo investimento? E soprattutto: qual è l’unità di misura giusta per questo calcolo?

Mentre NomadWork – la community a tema coworking che gestisco dal 1° aprile 2009 – dà il benvenuto al membro n. 199 (Sarah da Brisbane, Australia), provo a formulare le mie rispostine.

  1. Domanda molto difficile, a cui non si può che rispondere in modo arbitrario. Intendo dire: la risposta dipende da fattori che vanno oltre una community di 200 persone, evidentemente ancora troppo piccola e sperimentale (o magari sufficientemente grande, ma non ancora integrata come potrebbe). Il valore della community in sé è altissimo se preso nel suo potenziale (è una delle più importanti su questo tema, e credo l’unica in Italia), ma limitato se valutato al suo livello di attività attuale. Quindi: i 19,95 $ al mese rappresentano un investimento da valorizzare… (vedi risposta n. 2).
  2. Cambia, non lo posso negare. Gli strumenti online sono tali e tanti che è sempre difficile organizzare una valida presenza web. L’aut-aut di Ning ha attratto la mia attenzione, premessa fondamentale per un maggior investimento di attenzione ed energia.
  3. Il ROI, il benedetto ROI. Qui devo fare una premessa: NomadWork fa riferimento a Cowo, un’attività che non mette il profitto al primo posto, bensì le relazioni. Detto questo, l’attenzione al lato economico è sempre presente, e anche questa voce di costo deve sottostare alla legge Cowo n. 1: la sostenibilità. Sostenibilità per chi affitta una scrivania, sostenibilità per noi che gestiamo il progetto. L’unità di misura per il calcolo di questo ROI? Non v’è dubbio: il valore delle relazioni che si creano (e ognuno dei membri sa qual è).

Concludo con qualche dato su NomadWork, aggiornato alla fatidica data del passaggio a premium: 199 membri da 18 paesi del mondo, 23 video, 310 foto.

E un bel paio di elenchi in home page, dedicati a chi lavora in coworking e a chi, invece, vorrebbe farlo ma è in attesa che apra uno spazio vicino.

(A proposito, non si può leggere Oh my marketing senza essere su NomadWork – vi aspetto qui tutti! Per gli utenti rimane gratis, naturalmente).

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La piattaforma per la creazione di social network Ning ospita diverse comunità dedicate al coworking, tra cui NomadWork, la community internazionale creata da noi di Cowo.

Si tratta di una delle più importanti, e questa è la prima ragione che mi spinge ad aderire alla “proposta obbligatoria” di Ning di passare a una delle opzioni premium (cioè a pagamento), a partire dal 20 agosto. Questo comporterà alcuni nuovi servizi – tra cui nuove possibilità di comunicazione sia pubblicitaria che virale, accesso a un centinaio di nuove applicazioni, design e indirizzo internet personalizzati – che mi auguro la renderanno ancora più interessante.

L’altra ragione è che Ning è stata fondata da una persona dal talento leggendario, quel Marc Andreessen che quotò in borsa il proprio motore di ricerca a 24 anni. Un progettino che si chiamava Netscape, da cui è nato un altro progettucolo chiamato Internet Explorer, sviluppato da un’aziendina chiamata Microsoft

[Attenzione: aderire a NomadWork è e rimane gratuito. Il costo dell’opzione premium è a carico di noi amministratori].
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Se hai un blog su WordPress.com ora puoi avere anche un “Twitterbottone”. Nice! 🙂

New Twitter “Tweet Button” For those of you who have been dreaming of an easier way for your readers to share your posts on Twitter, that day has come. We’re pleased to announce that we’ve added an official Tweet Button as an option for all WordPress.com blogs. How it works: When one of your readers hits the Tweet Button, they will be shown a popup that includes a shortened link to your post. Readers can add in a quick message, and then hit “Tweet” to send the post to thei … Read More

via WordPress.com News
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Formazione, autoformazione, gratis, humour, tono di voce, viral marketing…

Per tutti questi motivi adoro fare gli ebook gratuiti di Web Marketing Garden.

E mi ritengo fortunato a poter fare esercizio di copywriting su temi così tecnici. Sono in gara costante con Laura, che è sempre maledettamente brava a farne l’art direction…
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