Il 72% dei marketing manager ha buona conoscenza del marketing virale ed è attivamente impegnato nella ricerca delle cure migliori per debellare la piaga.
(Dall’e-book Monkey “Le 13 verità tragicomiche del marketing italiano”).
Read MoreIl 72% dei marketing manager ha buona conoscenza del marketing virale ed è attivamente impegnato nella ricerca delle cure migliori per debellare la piaga.
(Dall’e-book Monkey “Le 13 verità tragicomiche del marketing italiano”).
Read MoreE quando le copie sono gratis, devi inventarti qualcosa che non sia fotocopiabile, come la fiducia.
Dal blog di Kevin Kelly, uno dei fondatori di Wired.
Read More[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=3HA4lSUhlbw&rel=1]
Read MoreAvevo già parlato di Ebuga, in un post intitolato “comprare la macchina con il passaparola“. E’ un sito dove vengono pubblicate le opinioni della gente sulle auto che provano (ad oggi ci sono 1284 recensioni).
Apprendo poi dal sito di Marco Massarotto che hanno anche un blog.
Mi fa sempre un’impressione pazzesca vedere l’impatto che può avere internet sulle abitudini di acquisto, anche in un bene come l’auto, l’acquisto “importante” per eccellenza.
(Del resto non è un caso se c’è chi lancia i nuovi modelli con i blog).
E se invece di comprarla, l’auto, la volessi noleggiare?
Read MoreQuesta volta è un libro ancora in fase di stampa (la sua uscita è prevista per marzo ed è accompagnata da un blog), ma il suo autore è stato così gentile da mandarmi la bozza finale.
Siccome è un caro amico, e siccome in un modo piatto gli steccati fra le professioni cadono più dei governi italiani, le internet pr mi interessano molto.
Cosa pensate stia facendo in questo momento?…
Read MorePare che nei primi anni 90, Leo Burnett Chicago stesse facendo carte false per lavorare per Microsoft. Si racconta che tutto finì quando Bill Gates, dopo aver visitato l’agenzia, disse:
Excellent presentation gentlemen, but as I see it, you don’t use computers and that would make it impossible for you to understand my business.
Fonte: Gapingvoid.
Read MoreAssoprod è l’Associazione dei Responsabili di Produzione. Tra i suoi compiti c’è quello di promuovere la formazione, cioè corsi, sia per chi già lavora in agenzia (prevalentemente in ambito produzione, ma in alcuni casi anche art director e grafici, quando l’agenzia e piccola), sia per chi lavora a livello individuale come free-lance.
Stiamo cercando di capire
QUALI SONO I CORSI CHE MANCANO, A LIVELLO DI PRODUZIONE
dove per produzione si intende
tutto quello che avviene dopo la creatività e prima della stampa.
L’associazione è in condizione di favore rispetto al mercato, grazie al coinvolgimento con Assografici e ad anni di attività, quindi è relativamente agevole mettere insieme dei corsi con docenti qualificati, laddove si individui una vera esigenza (vera significa che poi al corso ci si viene sul serio…).
I corsi possono anche essere gratuiti o quasi-gratuiti, quindi sono occasioni secondo me piuttosto valide.
Quale corso vorreste che ci fosse?
Che cosa vorreste imparare?
Ci sono corsi cui avete dovuto rinunciare in passato, e che fareste se vi venissero riproposti?
Read MoreE mi ha conquistato, ma solo dopo pagina 28. Praticamente dal 2° capitolo fino alla fine.
Cos’ha che non va il primo capitolo?
Niente, solo che io sono più per i casi pratici che per le teorie sociologiche, e l’ingresso in questo testo passa per un’anticamera un po’ troppo colta per me, che sono un copywriter come quelli della Leo Burnett di Chicago negli anni 60 “che prima di impugnare la matita si sputavano sulle mani” (giuro che l’ho letta davvero, mi pare nell’Ogilvy On Advertising).
Comunque tornando al libro, tanto ero tiepido nelle prime pagine, tanto l’ho trovato valido, completo e stimolante nel suo sviluppo, come prova la quantità di sottolineature che vi ho lasciato.
Oltre agli stimoli di marketing non-convenzionale (che tra l’altro non esiste, lo dicono loro, esiste un solo marketing, quello che funziona, pag. 58), che sono tanti e interessanti, il libro è anche un bell’insieme di quelle-cose-che-ti-ricordi-ma-che-quando-ti-servono-non-sai-più-dove-trovare, come ad esempio la storia del flop della nuova Coca-Cola, o l’impagabile tabellina “nuova scuola di mktg vs vecchia scuola di mktg” di Kathy Sierra (2005), o il caso Mozilla Firefox, quello Diet Coke-Mentos, le 95 tesi in italiano stampate sulla carta…
Alcune chicche:
La resistenza al marketing non è un desiderio improvviso di smettere di comprare. I consumatori voglioo interagire con le marche. Sono intelligenti, tecnologicamente avanzati e con poco tempo a disposizione. Vogliono un marketing che mostri maggior rispetto e attenzione per il loro tempo. Finché non miglioreremo il nostro approccio con i consumatori, essi continueranno a resistere e a chiudersi ai messaggi pubblicitari delle aziende. (Walker Smith, ceo di Yankelovich, 2004).
Tutti i tipi di nuovo marketing non sono validi quando partono dalle imprese: devono avere come base i consumatori.
La chiave di svolta di un mercato basato sulla Long Tail è che in teoria ciascuno può avere un pubblico.
La vera potenza della Coda Lunga si rivela grazie al sistema delle raccomandazioni.
Elenco delle panacee di marketing 1985-2005: anti-marketing, authenticity marketing, buzz marketing, cause-related marketing, chrono-marketing, co-marketing, community marketing, convergence marketing, convergence marketing, centextual marketing, counter marketing, creative marketing, cult marketing, customer centric marketing, database marketing, eco-marketing, emotion marketing empowerment marketing, ethnic marketing, entrepreneurial marketing, event marketing, expeditionary marketing experence marketing, exponential marketing, family marketing…
[e siamo solo a un terzo della lista].
Il vantaggio reale di un approccio non-convenzionale è in primo luogo l’economicità.
E qui mi ricollego a un caso cui tutti guardiamo come esemplare, la community Ducati. Ebbene, in queste pagine ho scoperto che tutto è nato dalla considerazione che una campagna tradizionale era troppo cara. Come dire: la necessità aguzza l’ingegno.
Il libro in una frase:
Read MoreUno sguardo d’insieme sul senso del marketing di una profondità e intelligenza tali da permetterci uno sguardo anche più ampio, sul senso dell’impresa economica in generale.
Designers, art director, grafici, illustratori, freelance: se non avete un posto comodo dove lavorare in pace, ma non vi volete imbarcare nell’avventura di affittare un ufficio, noi monkeys abbiamo dello spazio da condividere in zona Milano est/Lambrate.
Possibilità di una o più postazioni con/senza utilizzo di Mac G5. L’ambiente è tranquillo e spazioso (c’è anche una piccola cucina), l’ufficio è all’interno di un bel complesso con portineria, il costo regolarmente fatturato.
Qui ci sono delle foto.
Per chi è interessato:
max@monkeybusinessmilano.it
laura@monkeybusinessmilano.it