— oh my marketing!

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marketing e lavoro

Oggi sono felice. Avete presente quando i clienti ti capiscono e ti seguono?

Ecco.

Per la prima volta da quando mi interesso di marketing dell’ascolto (o della conversazione, se preferite), ho la fortuna di vedere un’azienda interessarsi all’idea del corporate blog, e poi entusiasmarsi fino a decidere di aprirlo, senza tanti se e tanti ma.

Onore quindi a questa azienda, che ancora una volta – nei fatti che contano – si dimostra un punto di riferimento per il suo settore, e non solo.

Figuro anch’io tra i curatori del sito, ma non si è ancora deciso se continuerò oppure mi defilerò, una volta avviato il blog.

Comunque sia, oggi, primo giorno del blog, volevo esprimere la mia soddisfazione e far loro gli auguri.

[ULTIMORA: già due post il primo giorno… e il più recente chiede addirittura aiuto per la ricerca di un nome… non c’è che dire, chi capisce lo user-generated ci mette un attimo a usarlo!]

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1.

Siete in tv, stasera su Ballarò, nel servizio dedicato ai lavoratori autonomi, è previsto (tagli e scalette permettendo) che il segretario Adci parli dei creativi pubblicitari.

2.

ACTA – Associazione Consulenti Terziario Avanzato. Chi non si iscrive tafazzista è (è anche gratis!).

3.

Ricerca sui freelance italiani. Cinque minuti spesi bene, anzi investiti bene. (Anche qua, se non lo fate siete dei tafazzi).

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Di ritorno dall’Osservatorio sulla multicanalità promosso dalla business school del Politecnico di Milano (un convegno che segue idealmente quello di aprile sul Marketing Reloaded, che è anche un libro e un blog), penso com’è difficile per un comunicatore capire, e poi magari tentare di gestire, la comunicazione in ambiente multicanale (tv, stampa, punto vendita, ok a quello siamo abituati… SEO, SEM, observational research, viral, social media, mobile, advergaming, infomercial, ecommerce e chi più ne ha più ne metta).

Poi però mi consolo.

Mi consolo pensando quale inferno possa essere tutto questo per un’azienda, magari neanche piccola, media, non preparata (e chi lo è?!) alla rivoluzione che sta accadendo.

Ve l’immaginate la fatica di capire, moltiplicata per… per chi? Il board, quelli che comandano, prima.

Poi il marketing, poi le vendite, e quelli dell information technology, che magari si sentono chiedere di omologare i processi con il marketing? E il call center? E il contact center? Sto male al solo pensiero. Non vorrei essere un CEO di questi tempi!

(Forse sono un po’ ingenuo, immagino che le aziende non si gestiscano così, con il mio entusiasmo naif, ma al contrario con… con cosa? non lo so, ma – spero per loro – avranno strumenti e modalità, perbacco!).

Comunque, io se fossi dio, come diceva Gaber, stabilirei che le aziende che trionferanno sul mercato saranno quelle mosse da autentica passione.

La passione, secondo me, è quella che può riuscire nella difficilissima impresa di accomunare tutti in azienda, catalizzare tutte le energie, vincere le difficoltà, capire le sfide, portarle avanti, vincerle. Passione. Profonda. Per quello che si fa. Punto.

Sarò un idealista, ma la penso così.

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(Dopo che uno degli autori del Cluetrain Manifesto ha parlato a Milano, mi sembra l’unica cosa da fare).

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Lo IAB è l’Internet Advertising Bureau.

Lo IAB forum 2007, evento di massima importanza sulla scena pubblicitaria e digitale, si svolge a Milano in questi giorni.

L’Art Directors Club Italiano, che è invece il club dei creativi pubblicitari, partecipa al Creative Lab di IAB con una serie di incontri.

Sui rispettivi siti, le due organizzazioni hanno chiesto di avanzare delle domande, cui risponderanno durante gli incontri (stasera, se non sbaglio).

La mia domanda:

Nei nuovi scenari di marketing digitale, conta più essere creativi che sanno di tecnologia, o tecnici che sanno di creatività?

In altre parole: chi ricoprirà, secondo voi, il ruolo di consigliere del re (cliente): strutture consulenziali come è stato finora, o strutture tecnologiche?

In sintesi: Bernbach o Google?

Vediamo cosa mi dicono. Sono già contento perché mi sembra di non averlo perso al 100%, lo IAB Forum…

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Leggendo The four hour workweek l’ho scoperto, leggendo Il mondo è piatto ne ho capito l’importanza, infine, usandolo ne ho scoperto la potenza.

Parlo di Elance, il sito che raccoglie freelance di tutto il mondo e fa da centro smistamento lavori (detto così sembra un ufficio anni 60, lo so…), e ha appena aperto il suo blog.

Presidente e Ceo: un italiano.

Sede: Mountain View (ah!).

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…Read & Drink!

L’aperitivo della libreria Books Import è aperto a tutti coloro che hanno voglia di bere qualcosa in un mezzo a bellissimi libri d’importazione.

Si svolge a Milano, verso la fine di ogni mese. L’appuntamento di ottobre è per stasera, in via Maiocchi 11.

Questa volta l’invito stato anche rilanciato dall’adci, cosa che ci ha fatto molto piacere.

[Disclaimer: Books Import è cliente della nostra agenzia].

flowers

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Ogni tanto qualcuno mi chiama e mi chiede un consiglio su… quanto farsi pagare un lavoro.

Faccio sempre una pesssima figura perché io per primo non lo so, penso sempre che il singolo lavoro abbia un valore solo in un contesto continuativo, ma capisco che non sempre c’è quel contesto.

Comunque, fine delle brutte figure. Ora citerò questo post e me la caverò brillantemente (ringraziando Bolle Blu e Giovanni Pizzigati).

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Mi ricordo, appena arrivato in Pirella, l’enorme stupore e ammirazione che suscitava in me Emanuele Pirella attivo sui suoi tre tavoli: uno di capo di agenzia, uno di cartoonist (in condivisione con Tullio Pericoli), uno di critico televisivo per L’Espresso.

Il flash era ancora maggiore se pensavo che due di quesi tre tavoli presupponevano una consegna regolare, che non poteva slittare per nulla al mondo in quanto legata all’uscita in edicole delle testate: la vignetta per Repubblica, ogni sabato, e la critica per L’Espresso, idem. (Lasciamo perdere le consegne dell’agenzia, che quelle le facevamo ogni mattina dopo una notte di lavoro, però in quelle non era solo… eravamo in un centinaio a pensarci).

Da allora non ho mai smesso di ammirare incondizionatamente chi è capace di fornire un prodotto in modo costante-regolare-affidabile-caschi il mondo (altri esempi: Altan, Bucchi, Forattini nella satira, e naturalmente mille altri).

Ci vuole una grande serietà e capacità a operare (bene) su molti tavoli.

Credo che questo mio piccolo amarcord sia stranamente attuale per molti di noi, penso anche ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro già consapevoli che dovranno essere in grado di seguire molti diversi incarichi, a volte contemporaneamente, se vorranno avere esperienze interessanti.

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Ieri ho avuto una bella chiacchierata con una dozzina di allievi dell’Accademia di Comunicazione, la classe di Copywriting/Nuovi linguaggi.

L’incontro previsto, di ben 4 ore (tantissimo per me!) è filato via molto piacevolemente.

La conversazione ha preso spunto dalle domande raccolte in questo sito, che sono state lo spunto per parlare anche di altro.
Quello che mi è piaciuto (e che mi auguro sia piaciuto anche ai ragazzi) è che i temi hanno spaziato molto, pur partendo da cose molto vicine a noi.
Per essere più chiaro, si è parlato molto del mercato del lavoro, vista la comprensibile preoccupazione del futuro inserimento, ma non per questo ci siamo limitati a valutare… se sia meglio telefonare o scrivere una mail.

Abbiamo parlato di mondo piatto, di nuovi atteggiamenti delle imprese, dell’evoluzione delle agenzie di pubblicità, dei nuovi attori sorti sul mercato in conseguenza ai grandi merger delle agenzie, di centri media e centri produzione… e di cosa può significare tutto questo per chi ha 25 anni e un futuro davanti.

Infine abbiamo visto una cassetta (sì una cassetta VHS, come una volta) con una raccolta di spot di livello dagfli anni 50 ad oggi (Volkswagen, Hamlet, Heineken….).

LETTURE DI CUI SI E’ PARLATO:

– Il blog di Hugh McLeod Gapingvoide della sua bella intuizione delle global microbrands

– Il libro di Thomas Friedman “Il mondo è piatto” (Mondadori)

– Il libro di Ogilvy “La pubblicità” (Mondadori)

COSE CHE HO DIMENTICATO:

– di chiedere loro gli indirizzi dei loro blog per andare a curiosarci e tenerli d’occhio,

– di scambiare due parole direttamente con mario s. che mi aveva contattato prima per mail (mario scusami, me ne sono ricordato in macchina, rifatti vivo!)

– di esortarli a visitare aziende con le orecchie ogni tanto, per tenere d’occhio le imprese con atteggiamenti di marketing più innovativi (ci sono anche editori, so che qualcuno è interessato a quel mercato),

– di ricordare che esiste una neonata organizzazione dei freelance (si è appena tenuto il convegno organizzato da adci) che si ritrova sul sito bolleblu, sicuramente una risorsa utile per tutti, freelance e non,

– di dire che i premi fanno piacere ma non contano niente,

– di avvisarli che tutto quello che ho detto è irrilevante, perché io sono un pazzo al di fuori delle logiche dominanti.

Ringrazio Accademia per la bella occasione di incontro, e i giovani del gruppo per il bello scambio.

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