(Dopo che uno degli autori del Cluetrain Manifesto ha parlato a Milano, mi sembra l’unica cosa da fare).
Read MoreLo IAB è l’Internet Advertising Bureau.
Lo IAB forum 2007, evento di massima importanza sulla scena pubblicitaria e digitale, si svolge a Milano in questi giorni.
L’Art Directors Club Italiano, che è invece il club dei creativi pubblicitari, partecipa al Creative Lab di IAB con una serie di incontri.
Sui rispettivi siti, le due organizzazioni hanno chiesto di avanzare delle domande, cui risponderanno durante gli incontri (stasera, se non sbaglio).
La mia domanda:
Nei nuovi scenari di marketing digitale, conta più essere creativi che sanno di tecnologia, o tecnici che sanno di creatività?
In altre parole: chi ricoprirà, secondo voi, il ruolo di consigliere del re (cliente): strutture consulenziali come è stato finora, o strutture tecnologiche?
In sintesi: Bernbach o Google?
Vediamo cosa mi dicono. Sono già contento perché mi sembra di non averlo perso al 100%, lo IAB Forum…
Read MoreAh, argomento originale!
Ho scoperto questo libro proprio su un blog aziendale (molto ben fatto a mio parere), e mi è venuta voglia di leggerlo.
Inoltre, il testo originale di Debbie Weill, blogger a sua volta con BlogWriteForCEOs.com, contiene anche interviste a bella gente della blogosfera italiana: Andrea Andreutti di Samsung News, Valentina Tolomelli di Desmoblog, Alessandro Leoni di Duckside, Nicola Zago di DesignConversations (già linkato sopra).
Curatore e traduttore: Leonardo Bellini.
Read MoreLeggendo The four hour workweek l’ho scoperto, leggendo Il mondo è piatto ne ho capito l’importanza, infine, usandolo ne ho scoperto la potenza.
Parlo di Elance, il sito che raccoglie freelance di tutto il mondo e fa da centro smistamento lavori (detto così sembra un ufficio anni 60, lo so…), e ha appena aperto il suo blog.
Presidente e Ceo: un italiano.
Sede: Mountain View (ah!).
Read More…Read & Drink!
L’aperitivo della libreria Books Import è aperto a tutti coloro che hanno voglia di bere qualcosa in un mezzo a bellissimi libri d’importazione.
Si svolge a Milano, verso la fine di ogni mese. L’appuntamento di ottobre è per stasera, in via Maiocchi 11.
Questa volta l’invito stato anche rilanciato dall’adci, cosa che ci ha fatto molto piacere.
[Disclaimer: Books Import è cliente della nostra agenzia].

Ogni tanto qualcuno mi chiama e mi chiede un consiglio su… quanto farsi pagare un lavoro.
Faccio sempre una pesssima figura perché io per primo non lo so, penso sempre che il singolo lavoro abbia un valore solo in un contesto continuativo, ma capisco che non sempre c’è quel contesto.
Comunque, fine delle brutte figure. Ora citerò questo post e me la caverò brillantemente (ringraziando Bolle Blu e Giovanni Pizzigati).
Read MoreCon Caprotti o con Coop? Con Toscani o con i benpensanti? Adv o 2.0? Peppone o Doncamillo? Guelfi o Ghibellini? Destra o sinistra? Ragioniere del quinto piano o signora dell’attico? Grillo o politica? Casta o popolo?
Non capisco mai perché ci si schieri sempre così drasticamente, come se la vita fosse semplice.
Personalmente mi annoio immediatamente appena la discussione viene messa su questo piano. E non è marginalismo, che io, per conto mio, mi sento piuttosto mainstream.
Invece mi piace molto la blogosfera, perché incontro raramente questo tipo di contraddittorio un po’ rozzo, da “con-me-o-contro-di-me”.
Read MoreMi ricordo, appena arrivato in Pirella, l’enorme stupore e ammirazione che suscitava in me Emanuele Pirella attivo sui suoi tre tavoli: uno di capo di agenzia, uno di cartoonist (in condivisione con Tullio Pericoli), uno di critico televisivo per L’Espresso.
Il flash era ancora maggiore se pensavo che due di quesi tre tavoli presupponevano una consegna regolare, che non poteva slittare per nulla al mondo in quanto legata all’uscita in edicole delle testate: la vignetta per Repubblica, ogni sabato, e la critica per L’Espresso, idem. (Lasciamo perdere le consegne dell’agenzia, che quelle le facevamo ogni mattina dopo una notte di lavoro, però in quelle non era solo… eravamo in un centinaio a pensarci).
Da allora non ho mai smesso di ammirare incondizionatamente chi è capace di fornire un prodotto in modo costante-regolare-affidabile-caschi il mondo (altri esempi: Altan, Bucchi, Forattini nella satira, e naturalmente mille altri).
Ci vuole una grande serietà e capacità a operare (bene) su molti tavoli.
Credo che questo mio piccolo amarcord sia stranamente attuale per molti di noi, penso anche ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro già consapevoli che dovranno essere in grado di seguire molti diversi incarichi, a volte contemporaneamente, se vorranno avere esperienze interessanti.
Read MoreCerte volte succedono delle cose, anche in pubblicità, che sono incommentabili.
Allora mi viene in mente un articoletto di Claudio Magris, tempo fa, in cui consigliava di non parlare delle cose incommentabili, perché parlarne, anche male, significa dar loro valore.
Read MoreIeri ho avuto una bella chiacchierata con una dozzina di allievi dell’Accademia di Comunicazione, la classe di Copywriting/Nuovi linguaggi.
L’incontro previsto, di ben 4 ore (tantissimo per me!) è filato via molto piacevolemente.
La conversazione ha preso spunto dalle domande raccolte in questo sito, che sono state lo spunto per parlare anche di altro.
Quello che mi è piaciuto (e che mi auguro sia piaciuto anche ai ragazzi) è che i temi hanno spaziato molto, pur partendo da cose molto vicine a noi.
Per essere più chiaro, si è parlato molto del mercato del lavoro, vista la comprensibile preoccupazione del futuro inserimento, ma non per questo ci siamo limitati a valutare… se sia meglio telefonare o scrivere una mail.
Abbiamo parlato di mondo piatto, di nuovi atteggiamenti delle imprese, dell’evoluzione delle agenzie di pubblicità, dei nuovi attori sorti sul mercato in conseguenza ai grandi merger delle agenzie, di centri media e centri produzione… e di cosa può significare tutto questo per chi ha 25 anni e un futuro davanti.
Infine abbiamo visto una cassetta (sì una cassetta VHS, come una volta) con una raccolta di spot di livello dagfli anni 50 ad oggi (Volkswagen, Hamlet, Heineken….).
LETTURE DI CUI SI E’ PARLATO:
– Il blog di Hugh McLeod Gapingvoide della sua bella intuizione delle global microbrands
– Il libro di Thomas Friedman “Il mondo è piatto” (Mondadori)
– Il libro di Ogilvy “La pubblicità” (Mondadori)
COSE CHE HO DIMENTICATO:
– di chiedere loro gli indirizzi dei loro blog per andare a curiosarci e tenerli d’occhio,
– di scambiare due parole direttamente con mario s. che mi aveva contattato prima per mail (mario scusami, me ne sono ricordato in macchina, rifatti vivo!)
– di esortarli a visitare aziende con le orecchie ogni tanto, per tenere d’occhio le imprese con atteggiamenti di marketing più innovativi (ci sono anche editori, so che qualcuno è interessato a quel mercato),
– di ricordare che esiste una neonata organizzazione dei freelance (si è appena tenuto il convegno organizzato da adci) che si ritrova sul sito bolleblu, sicuramente una risorsa utile per tutti, freelance e non,
– di dire che i premi fanno piacere ma non contano niente,
– di avvisarli che tutto quello che ho detto è irrilevante, perché io sono un pazzo al di fuori delle logiche dominanti.
Ringrazio Accademia per la bella occasione di incontro, e i giovani del gruppo per il bello scambio.
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