— oh my marketing!

Innanzitutto, una parola su OhMyMarketing – Il Marketing visto da un Copywriter”, cioè il sito che state leggendo.

Non so come ci siete arrivati, ma sappiate che per me è stato un posto importante, importantissimo.

Dall’aprile 2007 in poi, per una decina di anni e oltre, qui ho fatto tanta ma tanta palestra.

Di cosa?

Di scrittura per il web, di relazioni online, di creazione di contenuti, di pensiero strategico.

Perché il primo marketing visto da un Copywriter… è stato il mio marketing, il mio approccio alla Rete, che significa semplicemente il racconto del mio lavoro attraverso – novità! – un blog. (Beh, nel 2007 era una novità, ed anche piuttosto importante.

E adesso? Adesso due bellissime novità!

  • Novità 1 di 2: nuovo sito: MassimoCarraro.com

sito personale massimo carraro (coworking cowo)
Se ora avete voglia di leggermi su un sito più aggiornato, sotto tutti i punti di vista, quindi tecnologico ma anche – soprattutto – di informazioni su cosa faccio e cosa penso, vi aspetto con piacere su MassimoCarraro.com.

Lì mi impegno ad aggiornarvi puntualmente sulle cose che mi succedono e… sui libri che scrivo!

Sì, perché nel frattempo il mio mitico “Etto di Marketing (è un etto e mezzo, lascio?)” ha avuto un fratello…

  • Novità 2 di 2: nuovo libro: “Ho fatto un Coworking, anzi 100”

libro sul coworking di massimo carraro (rete cowo)
A ridosso del Ferragosto 2021 è arrivato alle stampe il mio “Ho fatto un Coworking, anzi 100 – Se la Relazione viene prima del Business”.

Ho provato a mettere in 248 pagine tutto quello che ho imparato sul Coworking nel corso di 13 anni di lavoro piuttosto intenso (Rete Cowo® è nata nel 2008, come vola il tempo!), e non solo.

Ho anche riflettuto molto su ciò che diventerà – a mio parere – questa avventura del Coworking, nell’evoluzione a contatto con fenomeni quali lo Smart Working, il Near Working, la Città a 15 minuti, il lavoro da casa, le aziende che ricollocano gli spazi di lavoro dei dipendenti, le aziende che non sanno bene cosa fare dei propri spazi, nel post-pandemia…

Per questo motivo, la seconda parte del libro è interamente dedicata a una “Guida Pratica ai Coworking del Futuro”.

Integrano il testo due contenuti accessori ma molto importanti, sia per chi li ha scritti, sia per il loro peso specifico.

Mi riferisco alla prefazione di Ivana Pais (Ordinaria di sociologia economica all’Università Cattolica) e alla postfazione di Cristina Tajani (assessora alle politiche del lavoro e attività produttive del Comune di Milano).

Infine, mi sono tolto una soddisfazione: ho tradotto in italiano il testo di quello che – secondo me – è il documento fondativo del Coworking: il video “Co-Working – Independents Workers Unite” uscito nel 2005 dai tre Coworking pioneers Tara Hunt, Brad Neuburg, Chris Messina.

Spero che queste belle novità vi piacciano, e che potremo continuare a mantenerci in contatto. Grazie!

  • Informazioni di servizio

Per acquistare il libro:
🔴 https://cowo.network/LibroCoworking

Per farmi sapere se vi è piaciuto (ci tengo!):
🔴 max@cowo.it

Per avere una cartella stampa, pubblicare una notizia, organizzare una presentazione:
🔴 info@gretalarocca.com

Vi aspetto!

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Salvatore Aranzulla[Disclaimer: non lavoro per Aranzulla, non lo conosco e non ho alcun interesse diretto nelle sue attività]

Lavoro con tante persone, da tutte imparo.

Da chi è più giovane e inesperto cerco di carpire l’entusiasmo, l’energia e una visione diverse delle cose.

Da chi ne sa più di me apprendo tutto ciò che posso, cercando di non fermare mai l’evoluzione delle competenze.

Saperne di più è la croce e la delizia di chi fa marketing online (a me piaceva anche quando facevo la pubblicità classica, mi divertivo un sacco a leggere i libri, sempre un po’ romanzeschi, dei grandi pubblicitari).

Mi scuseranno tutti questi professionisti se oggi faccio un post di elogio a qualcuno che – al contrario di loro – non lavora con me.

Salvatore Aranzulla.

Il divulgatore informatico per eccellenza, quello che tutti, negli anni, almeno una volta abbiamo raccomandato con la tipica frase “vai su Aranzulla, lì trovi tutto”, per non dire delle volte che noi stessi lo abbiamo consultato.

Quando ho saputo che si presentava direttamente con una giornata di formazione, ho pensato:

Con tutto quello che ci ha insegnato, gratuitamente, negli anni, il prezzo del biglietto (97 euro) glielo devo. E in più faccio una giornata di formazione con una persona che mi incuriosisce molto, per aver saputo evolvere – giorno dopo giorno, articolo dopo articolo, attività dopo attività – da persona a professionista a personaggio.

Il tutto – sembrerebbe – senza perdere di umanità e senza montarsi la testa.

Quindi grazie Salvatore. Ci vediamo il 10 novembre all’Aranzulla Day.

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Aranzulla Day a Milano

 

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Mi sono comperato un divano.

Da un imprenditore che conosco, con cui ho condiviso molte riunioni, riflessioni, telefonate, progetti, momenti, valutazioni.

Conosco quel che c’è dietro questo divano. Più volte ho stretto le mani di coloro che li fanno.

Ci lavoro, da anni. Un po’ delle cose che fanno, le penso insieme a loro.

Per me l’acquisto di questo divano ha un senso.

Un senso dato dalla conoscenza reciproca, dalle informazioni che posso apprendere in rete, dal dialogo (reale) che l’azienda porta avanti.

Capisco il valore, comprendo le ragioni del prezzo. Condivido – perfino – alcune scelte specifiche, vicine alla mia sensibilità.

Tutto questo dà senso al mio acquisto, mi fa stare bene.

Ma non scrivo questo post per fare pubblicità gratuita a un mio cliente, Berto di Meda.

Lo scrivo perché sono stufo di comprare roba che non ha un senso vero, le cui marche sono intercambiabili, che non riescono a costruire per me uno straccio di valore, che non sia un quarto di centesimo in meno sugli SMS per l’Azerbaijan e simili.

Semplifico?

Forse, ma è la mia vita, sono i miei soldi. Semplificare le scelte d’ acquisto fa parte dei miei programmi.

Forse non è nemmeno giusto parlare di “Semplificare”, perché per una cosa sensata sono disposto anche a complicarmi la vita.

Esatto: la parola chiave è “Senso”.

Cari brand, cari comunicatori, caro mercato: quello che voglio da voi è: prodotti con un senso. E buon Natale.

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Non sono più tanto abituato a parlare di marketing, per tre motivi:

  1. Da tempo non faccio più formazione, non come quando lavoravo insieme a Web Marketing Garden e facevo corsi e lezioni
  2. Sono troppo occupato a farlo per Rete Cowo® Coworking Network
  3. Più che andare a parlare mi diverto a scrivere e a sperimentare, in fondo non mi sento un divulgatore ma uno che prova e sperimenta

È anche per questo che è stato un piacevole diversivo andare a chiacchierare – spero in maniera spero non troppo strutturata e formale – alla serata organizzata da Faberlab Varese il 14 luglio scorso.

Queste occasioni per me sono sempre l’occasione di “fare un punto” su tante cose, e non c’è come un sano confronto diretto, mettendoci la faccia, per capire se quello che pensi ha un senso.

E poi c’è la Rete, dove pubblico sempre quello che porto in giro, e questo è il secondo reality check (vedi qui sotto la presentazione discussa quella sera).

E a proposito di check, mi è venuta la curiosità di andare a vedere come andava su Slideshare il “Corso completo di Web Marketing”, una piccola pazzia di 1.108 slides che abbiamo pubblicato anni fa con Roberto Ghislandi e Sean Carlos: beh, 120mila visualizzazioni e 12mila download sono un bel test (anche perché non ho ricevuto critiche né uova marce!).

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Mi è capitato di sentirmi chiedere: “perché lavori così intensamente, per i clienti?”

Se devo dare la risposta più intimamente vera, è questa: perché per me i clienti non sono clienti, sono persone con cui costruisco il mio futuro.
Monkey Business Massimo Carraro

Per questo motivo, nel lavoro con Monkey Business e con Rete Cowo®, non considero mai di avere clienti: è un termine che non mi dice niente, fa pensare a un tipo di rapporto che non mi interessa. Ai clienti vendi qualcosa, e il cotè commerciale non è mai stato il mio forte.

Quello che mi affascina è costruire. Un progetto, una cosa che si tocca, o un’idea che fa parlare, per quanto è bella, attrae, stupisce.

Non sempre loro lo sanno, non sempre (anzi mai) questa cosa è esplicitata, ma quelli che pagano le mie fatture hanno l’enorme responsabilità di farmi crescere, come professionista e come uomo.

Per questo mi aspetto tanto, e per questo ritengo di dover dare tanto.

Coworking CowoIn quello che facciamo insieme, io ci metto un sacco di futuro. Per me e per loro.

Credo sia grazie a questo che sono riuscito, con l’aiuto di un team di collaboratori di qualità, a sviluppare progetti di cui – scopro – si parla in giro.

Grazie a questo, ho sviluppato con pazienza e perseveranza rapporti che vanno oltre gli incarichi, rimangono a lungo ricchi di senso, continuano a crescere.

Sono profondamente grato a chi ha fiducia nella capacità professionali che esprimo e accetta di lavorare con il mio team: un po’ come accade nel coworking, sono portato a pensare che ciò che inizia con un incarico di lavoro è un pezzo di vita, e di solito è così. Spesso mi rimane dentro molto dopo, e continua a dare buoni frutti.

Il lavoro è un’avventura umana.

Non è certo una questione di clienti, per quanto mi riguarda.

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Massimo Carraro al FaberlabIl pensiero torna a quando ho creato questo blog:

OhMyMarketing – Il marketing visto da un copywriter

Sono passati un sacco di anni e un sacco di post, la rete è diventata il mio lavoro, ho scritto un libro e fondato un network (di cui Faberlab fa parte).

Ed oggi mi ritrovo davanti a un microfono e a un gruppo di persone che escono di casa e vengono a sentire… il marketing visto da un copywriter.

Grazie per questo invito – è un piacere tornare da voi – e arrivederci a dopodomani 14/7/2016 alle 20.45, in viale Europa 4a a Tradate – Varese 🙂

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Faberlab ospita Massimo Carraro

 

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Mi rendo conto che con Rete Cowo® abbiamo aiutato tanta gente a creare un Coworking.

Che non  è (solo) affittare una scrivania: è cambiare il modo in cui lavori.

Capire che tenere la porta aperta è più conveniente che sprangarla. Che lavori di più, lavori meglio, se stai a contatto con altri.

Lo dico ora che stiamo preparando un nuovo CowoShare (gli eventi nazionali in cui condividiamo le nostre conoscenze, questa volta parliamo degli aspetti legali e normativi del Coworking) e mi rendo conto che l’invito a partecipare è un invito a coinvolgersi, più che a “venire a sentire”.

Certo, ci sono i relatori – di alto livello – ci sono le presentazioni, che poi pubblicheremo online come facciamo sempre.

Ma fondamentalmente ci siamo noi: persone che han deciso di lavorare insieme, per costruire un progetto con un’idea diversa dal solito scenario competitivo mors tua vita mea, l’ossessione per il profitto economico, il coltello dalla parte del manico ecc ecc.

Negli ultimi tempi non ho più aggiornato questo blog, che a me è molto caro. Però mi accorgo che il tempo in cui non ho scritto post, l’ho dedicato a creare un mercato che non c’era, generando qualche opportunità per quelle persone che hanno scelto di aprire le proprie giornate di lavoro a un’idea nuova e diversa. Creando un po’ di futuro, utilizzando bene il presente.

La condivisione degli spazi di lavoro è una cosa che anche noi – negli uffici di Monkey Business – facciamo tutti i giorni, da molti anni. Credo sia anche per questo che riusciamo a trasferire ad altri il nostro entusiasmo, e a rendere la Rete dei Cowo® sempre più attrattiva e rilevante.

Il 25 giugno ci incontriamo a Milano, ognuno di noi con l’idea di migliorare il proprio Coworking.

Un proposito che si realizza molto meglio se, nel migliorare il tuo, migliori anche quello degli altri.

(Io ho fatto così finora, e ha funzionato).

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Zavattini diceva che una bella storia deve stare nel retro di una cartolina, nello spazio dei saluti.

Allora ho provato a raccontare i 7 anni di progetto Cowo in un minuto, anzi 59 secondi.

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Al Coworking Cowo®Milano/Lambrate nuova stamapnte 3DAnche il coworking Cowo®, come tutti i progetti con i piedi per terra, deve fare i conti con l’aspetto economico dell’attività.

Chi segue il nostro lavoro sa che il nostro approccio è quello di massimizzare le relazioni, non il profitto: questo non perché siamo dei ricchi figli di papà che non hanno bisogno di guadagnare, piuttosto perché crediamo in un modello sostenibile, che sia profittevole NON a scapito delle relazioni.

Nel modello Cowo® – dice il CowoManifesto – il profitto economico viene dopo la relazione, al secondo posto.

E se nel 2015 avessimo bisogno di guadagnare di più?

L’esperimento parte in questi giorni al Coworking Cowo®Milano/Lambrate, che ho il piacere di gestire direttamente, nell’ambito della sempre più numerosa e attiva rete di spazi di coworking Cowo®.

Ecco la scommessa che facciamo per il 2015: se la vinciamo, i nostri coworker pagheranno di meno e noi guadagneremo di più.

1 – i prezzi delle postazioni scendono da 250 euro/mese a 180 euro/mese (da 1200 euro/semestre a 972 euro/semestre)

2 – nascono alcune nuove postazioni, con minori servizi, a euro 100/mese o 540 euro/semestre

3 – l’utilizzo dell’area meeting del nostro Cowo®, finora compreso nel prezzo delle postazioni, viene scorporato e proposto a pagamento, con due fasce di tariffe, per coworker residenti e nomadi esterni alla community

4 – l’area meeting verrà proposta anche all’esterno della community

5 – entra al Cowo® una stampante 3D, con il preciso scopo di incrementare il valore dello spazio, sia per chi ne fa già parte, sia in chiave di attrattività/marketing

Ultima considerazione: forse il coworking, con le sue caratteristiche di mutevolezza, leggerezza, assenza di vincoli, dinamismo e senso del networking è un modello da considerare anche più in generale, su un piano imprenditoriale.

Monkey Business, la mia società, lo ha capito intuito anni fa, e cerca di muoversi sul mercato della comunicazione con le stesse logiche di sostenibilità ed eccellenza che… ha imparato dal coworking.

[Sul rapporto tra sostenibilità e profitto, tra marketing e modelli imprenditoriali ho già fatto un pensierino in questo post, di qualche anno fa].

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3D printing by spazio yatta milanoSono troppo contento: stasera frequenterò il corso di stampa in 3D presso Yatta! – Fai da noi, in viale Pasubio 28 a Milano. Speriamo che il nome del makerspace mi porti bene… (Yatta! in giapponese vuol dire “ce l’ho fatta!”).

In particolare frequenterò Introduzione alla stampa 3D con docente Paolo Aliverti, che è anche autore di un bel libro sull’argomento: “Stampa 3D – Stazione Futuro“.

Mi è piaciuto subito lo Spazio Yatta! quando per la prima volta ne ho sentito parlare all’Expogate nel maggio scorso, dove ho anche avuto la fortuna di conoscere Marco Lanza.

Adesso vi saluto che devo ancora scaricare slic3r e Repetier-Host!

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