— oh my marketing!

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marketing e lavoro

Mi è capitato di sentirmi chiedere: “perché lavori così intensamente, per i clienti?”

Se devo dare la risposta più intimamente vera, è questa: perché per me i clienti non sono clienti, sono persone con cui costruisco il mio futuro.
Monkey Business Massimo Carraro

Per questo motivo, nel lavoro con Monkey Business e con Rete Cowo®, non considero mai di avere clienti: è un termine che non mi dice niente, fa pensare a un tipo di rapporto che non mi interessa. Ai clienti vendi qualcosa, e il cotè commerciale non è mai stato il mio forte.

Quello che mi affascina è costruire. Un progetto, una cosa che si tocca, o un’idea che fa parlare, per quanto è bella, attrae, stupisce.

Non sempre loro lo sanno, non sempre (anzi mai) questa cosa è esplicitata, ma quelli che pagano le mie fatture hanno l’enorme responsabilità di farmi crescere, come professionista e come uomo.

Per questo mi aspetto tanto, e per questo ritengo di dover dare tanto.

Coworking CowoIn quello che facciamo insieme, io ci metto un sacco di futuro. Per me e per loro.

Credo sia grazie a questo che sono riuscito, con l’aiuto di un team di collaboratori di qualità, a sviluppare progetti di cui – scopro – si parla in giro.

Grazie a questo, ho sviluppato con pazienza e perseveranza rapporti che vanno oltre gli incarichi, rimangono a lungo ricchi di senso, continuano a crescere.

Sono profondamente grato a chi ha fiducia nella capacità professionali che esprimo e accetta di lavorare con il mio team: un po’ come accade nel coworking, sono portato a pensare che ciò che inizia con un incarico di lavoro è un pezzo di vita, e di solito è così. Spesso mi rimane dentro molto dopo, e continua a dare buoni frutti.

Il lavoro è un’avventura umana.

Non è certo una questione di clienti, per quanto mi riguarda. 

 

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Dice Paolo Conte:

Chi sono non lo so, ma se me lo dicono lo so.

Ieri alla radio mi hanno definito “un esperto di marketing in rete” e allora ecco qua l’intervista e ditemelo voi 🙂

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Ho la fortuna, con Monkey, di essere coinvolto nel progetto di rilancio della manifattura italiana Design-Apart, che presto disvelerà le sue meraviglie alla città di New York (angolo 25th and 6th)

Questo video è un esempio splendido di storytelling artigiano, come e meglio dei video Made by Hand che ammiriamo tutti: bravi ozeta!

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Sono tanti i motivi per cui penso che dovremmo tutti andare a mettere un chiodo nel nuovo #divanoXmanagua di Berto Salotti – cliente della mia agenzia, lo dico subito.

Mi pare quasi un dovere, partecipare a questo progetto di “costruzione condivisa” di un prodotto, con finalità formative verso i nostri giovani, e solidali verso i giovani di una parte sfortunata del mondo… ed ecco perché.

– Perché la co-creazione è uno dei punti fermi del marketing come si fa oggi, e dei nuovi scenari di consumo (son passati sei anni da quando l’ho letto la prima volta su Marketing Reloaded)

– Perché è un modo di valorizzare il lavoro artigiano italiano, in modi lontani dalla retorica (fare, non parlare) e dagli stanchi modelli del Made in Italy

– Perché punta sul futuro: il team di lavoro sarà costituito da tutti coloro che vorranno partecipare, ma avrà una componente fissa di studenti futuri artigiani + maestri con 40 anni di esperienza

– Perché ha un’anima solidale, prevede infatti di vendere il divano all’asta e devolverne il ricavato – tramite Terre des Hommes Italia – a una scuola per falegnami in un luogo dove i giovani non lottano solo per il lavoro, ma anche per la legalità, i diritti di base e spesso la vita stessa: il Mercado Mayoreo di Managua (Nicaragua)

– Perché aiuta l’economia di un territorio che ha data tanta ricchezza e lustro all’Italia, quindi a tutti noi: la Brianza

– Perché tutto questo viene da un’azienda, ed è straordinario, a mio parere, che ci siano imprenditori capaci di innovare – insieme al proprio business – pezzi di società che in un mondo ideale dovrebbero essere di area pubblica, per quanto incidono su economia, formazione, attenzione al territorio

Questo per dire che il 31 gennaio a Meda – e in tutte le successive date – la mia presenza non sarà solo professionale. E’ la fortuna di avere un lavoro che piace, e dei clienti che lo sanno valorizzare 🙂

Ora vi lascio con le parole di Paolo Ferrara, di Terre des Hommes, che vi descrive l’operazione.

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Sono un copy, ma sono orgoglioso di aver lasciato la sceneggiatura di questi film ad altri.

Li ho lasciati ai fondatori di Berto Salotti, che li hanno scritti – senza saperlo – lavorando per 40 anni la pelle, i telai in legno massello, i bottoni dei divani.

Io ho solo suggerito che anche il marketing si può fare con le mani.

E poi abbiamo girato.

Complimenti a un’azienda artigianale che ha saputo percorrere le strade del web tra i primi in Italia, e che ha onorato la mia agenzia di un incarico che ci emoziona e coinvolge: il progetto #percheberto.

Ho sempre pensato che la comunicazione migliore sia artigianato, e non dimentico mai l’ispirazione che ci ha dato un grande maestro della comunicazione, Pasquale Barbella, citando – come riferimento per il nostro lavoro – La chiave a stella di Primo Levi e la figura del tecnico maniaco del lavoro ben fatto, Faussone, nel suo libro Confessioni di una macchina da scrivere.

Nel nostro piccolo, proviamo anche noi ad essere all’altezza di un lavoro importante quale la comunicazione.

[Regia Dario Figoli – produzione Uaz Production]

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Piccolo video per raccontare velocemente quanto c’è di buono nel corso che stiamo preparando.

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Ho provato, con Roberto Ghislandi, a fare una cosa un po’ nuova nel mondo della formazione di marketing.

Si chiama “Il Buon Marketing” ed è un corso proposto con alcune peculiarità, tra cui la condivisione online via Twitter (#buonmarketing) per coloro che non vogliono/possono trascorrere due giorni a Milano.

In realtà, il corso (molto completo, che spiega tutti gli argomenti essenziali della presenza online) lo tiene quasi tutto Roberto, io mi limito alla parte sui social media.

Mi è piaciuto studiare l’operazione nel suo complesso, cercando di fare del “buon marketing” fin dall’ideazione del corso, che viene proposto – tra l’altro – a condizioni favorevoli ad alcuni gruppi di persone (team aziendali, singoli studenti, persone senza lavoro, blogger/webmaster, coworker).

E per divertirci di più, ci siamo inventati anche lo Sconto Social, che sarebbe un altro modo di dire “più siamo e meno si paga” 😉

Penso che il corso possa essere una risposta valida all’esigenza – che sento da più parti – di imparare a muoversi bene sul web in modo completo, secondo un piano equilibrato, che sappia gestire i social network e leggere le analytics, facendo anche dell’email marketing sensato e magari delle giuste azioni su Google Adwords.

Insomma, del buon marketing.

Le slides qui sotto raccontano il progetto, su Facebook c’è una pagina evento, mentre su buonmarketing.it c’è la presentazione completa, con modulo di iscrizione.

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Confartigianato Udine mi ha invitato a parlare, sabato mattina, nell’ambito della Salone per l’orientamento allo studio e alle professioni “YOUng”.

Ora, a parte il fatto che scrittura e artigianato sono per me concetti molto vicini, quello che mi ha incuriosito (e impegnato) nel preparare la relazione è stata quel senso di impotenza rispetto alla platea.

Si tratterà infatti di giovani, prevalentemente in età di scuola superiore, ai quali dovrei parlare di social media per l’azienda artigianale.

Spero che le mie slides non li lasci indifferenti e critici, come sono spesso – giustamente – i nostri teen-ager davanti a consulenti, sedicenti esperti e grilli parlanti vari.

Insomma, se sono onesto devo ammettere che tra un amministratore delegato e un sedicenne, quello che temo (e forse rispetto) di più è il secondo. A sabato.

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Mi avvicino al libro, appena uscito, di Federica Dardi con un bel pregiudizio positivo: conosco e stimo Federica da tempo.

Questo rende tutto più difficile, se pensiamo all’obiettività della mia futura recensione, ma anche più piacevole, se pensiamo alla mia vita 🙂

Obiettivamente: l’autrice è su Twitter dal 2007 (@elisondo) ed ha significativa esperienza nel campo delle internet p.r. aziendali. Attualmente lavora per la sua casa editrice, Apogeo, come junior editor e coordinatrice dei presidi online dell’editore.

Ops, quasi dimenticavo: su Twitter l’hashtag è #ApoTwitter. (Non sapete cos’è un hashtag? Comprate questo libro!).

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Come dicevo, sarò tra gli oltre 100 autori del nuovo Dizionario Enciclopedico Treccani Informatica, ICT e Media Digitali.

Queste le voci che mi sono state assegnate:

  • Oh my news
  • Berners-Lee Tim
  • WordPress
  • Mailbox
  • Craigslist
  • Tripadvisor
  • Flame
  • Feed
  • Neutralità della rete
  • Postare
  • Lurker
  • Barcamp
  • Nerd 2.0
  • Packaging
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  • Anderson Chris
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  • The Age of Conversation
  • Co-Creation
  • Desmoblog
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  • Freemium
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  • MacLeod Hugh
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Se qualcuno è interessato a partecipare alla stesura dell’opera, scriva subito una mail al responsabile: la ricerca degli autori non è conclusa.

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