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3D printing by spazio yatta milanoSono troppo contento: stasera frequenterò il corso di stampa in 3D presso Yatta! – Fai da noi, in viale Pasubio 28 a Milano. Speriamo che il nome del makerspace mi porti bene… (Yatta! in giapponese vuol dire “ce l’ho fatta!”).

In particolare frequenterò Introduzione alla stampa 3D con docente Paolo Aliverti, che è anche autore di un bel libro sull’argomento: “Stampa 3D – Stazione Futuro“.

Mi è piaciuto subito lo Spazio Yatta! quando per la prima volta ne ho sentito parlare all’Expogate nel maggio scorso, dove ho anche avuto la fortuna di conoscere Marco Lanza.

Adesso vi saluto che devo ancora scaricare slic3r e Repetier-Host!

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Recensione The Filter Bubble

Mi sono interessato a “The Filter Bubble” dopo aver letto l’articolo di Marco Massarotto uscito nell’agosto scorso su Chefuturo!

Sul libro  – pubblicato in Italia da Il Saggiatore con il titolo “Il Filtro” – è stato scritto molto, e leggendo la recensione di Luca De Biase ho scoperto quelle di Cory Doctorow su Boing Boing, Evgeny Morozov sul New York Times e Jacob Weinsberg su Slate.

Il libro è un’analisi di ciò che il web potrebbe rappresentare ( oforse rappresenta già) per tutti noi: non più occasione di crescita, aperta e condivisa, ma filtro, filtro pernicioso e strumento di differenziazione informativa, quindi – in ultima analisi – di discriminazione.

La tesi è che su Internet sempre più ci viene mostrato solo ciò che attiene ai nostri interessi – cosa che rendiamo nota attraverso ciò che pubblichiamo e i siti che visitiamo – e tutto questo finisce per creare una enorme distorsione nella nostra percezione della realtà.

Questo non solo da parte nostra, ma anche da parte di chi gestisce le informazioni, e le propone/vende ad altri, suggerendo implicitamente conclusioni sul nostro conto non  corrette.

Un esempio? La faccio un po’ sempliciotta, ma non credo di sbagliare di molto:

Secondo Pariser, se su Facebook sono amico di qualcuno che ha avuto problemi a rimborsare un pagamento rateale, un ente finanziario che utilizza banche dati provenienti dalla rete potrebbe ritenermi un cattivo pagatore, e rifiutarmi un credito, sulla base di queste evidenze.

Non male, no?

Eli Pariser ha vissuto tutto il web “bello”, facendo della rete lo strumento del suo attivismo civile, in qualità di fondatore del movimento americano Move On, e da  conoscitore delle dinamiche della rete vi ravvisa oggi (anzi, vi ha ravvisato nel 2011, data in cui è uscito il libro) dei pericoli piuttosto sostanziali.

Per difendersi da questa “bolla”, il sito filterbubble.com suggerisce, in un post del 2012, dieci cose che è possibile fare, mentre qui trovate alcuni suggerimenti di Vincenzo Cosenza.

Non so dire se il libro racconta uno scenario potenziale o descrive qualcosa di già reale; devo dire che, sommando la paurosa quantità di informazioni che immettiamo in rete tutti i giorni all’appetibilità di questi dati sul mercato, riesce difficile credere che il web si mantenga quell’ambiente aperto e libero come molti di noi amano credere.

Pariser racconta molto bene le sue tesi, e davvero questo libro fa riflettere, tanto più si è presenti in rete.

Tra le molte cose che mi sono piaciute, la carrellata sull’etica hacker – vera e propria matrice culturale di un preciso modo di pensare la Rete – e i tentativi di approfondire la conoscenza di quanto davvero Google potrebbe “farci male”, se volesse (fa impressione il passaggio dove Pariser fa capire, in modo nemmeno troppo velato, che forse certi aspetti sfuggono al controllo anche all’interno della stessa big G).
Da qui nasce spontanea la domanda: come essere sicuri di essere al sicuro?

Di seguito trovate anche il video della  presentazione al TED, mentre questo è il libro in una frase, come faccio sempre:

Se su Internet stai usando un servizio che non costa nulla, significa che il prodotto in vendita sei tu.

Come dicevano nel film omonimo, good night and good luck.

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Mentre presento il Programma CowoPass – un sistema che permette ai coworker di passare da un Cowo all’altro in modo semplice, economico, organizzato, in tutta Italia – mi rendo conto che questo sito è il mio primo e-commerce.

Cowo è per me un enorme, continuo, esperimento che mi fa imparare un sacco di cose.

Parte delle cose che so sulla rete e sui social media, le ho imparate cercando di far conoscere Cowo.

Il libro che ho scritto è basato in buona parte sull’esperienza di comunicazione di Cowo. Idem per gli e-book della serie “Marketing Horror”.

Le persone che mi hanno aiutato con l’ecommerce, e più in generale il team che lavora con me, l’ho conosciuto grazie a Cowo.

Se tutto questo vale qualcosa, allora sappiamo che la creazione del valore può passare dal coworking.

(Ah, dimenticavo, ho anche imparato come in genere all’inizio le cose non funzionino proprio benissimo… proprio come, erano i primi tempi di Cowo Milano/Lambrate, il WiFi smise di funzionare, anche CowoPass pare avere qualche bizza… keep calm, and carry on 🙂

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Pisa, Internet Festival. Milano, Settimana della Comunicazione, serata Pinterest Pinspeech. Politecnico di Milano, Seminario Autoproduzioni – Nuovi Modelli e connessioni tra design, produzione distribuita e fabbricazione avanzata.

In queste tre occasioni – compresse nella stessa settimana – mi ritrovo a parlare davanti a una platea (di cose che mi stanno molto a cuore, in verità, il che aiuta molto).

Non è una novità: in questi anni, vuoi per presentare il libro, vuoi per moderare i CowoCamp, vuoi per i corsi che ho tenuto per un po’ con Web Marketing Garden, ho imparato che il mestiere di scrivere (come direbbe Luisa Carrada) diventa talvolta il mestiere di parlare.

Mi sono abituato. Complice quel po’ di gigioneria che anche io ho, vado al microfono e apro la bocca.

Però ho un trucco. Faccio prima i compiti, cioè scrivo una presentazione 🙂

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Massimo Carraro autore degli ebook "Marketing Horror"

Eh eh, non riesco a nascondere l’orgoglio per quanto sto per scrivere.

Tre anni fa, con Roberto Ghislandi di Web Marketing Garden ci inventammo degli agili libretti digitali, impostati sugli errori più plateali commessi nel marketing.

Siccome gli errori erano grossi, li ribattezzammo orrori.

Ideare la serie del “marketing horror” fu un attimo 🙂

Tre anni e quattromila copie dopo (sì, quattromila copie!) , la serie è sul punto di diventare una collana di 8 titoli tra gli ebook di Apogeo (casa editrice del gruppo Feltrinelli che tiene in grande considerazione i lettori digitali).

La proposta di Apogeo, oltre ad averci lusingato, ha anche stimolato Roberto e me verso un ripensamento completo degli ebook, con relativa integrazione di contenuti, operazione per cui non avremmo mai trovato tempo e reale motivazione.

Ora tutti gli ebook – nati, non dimentichiamolo, con la preziosa collaborazione dell’art director Laura Coppola (Monkey Business) – sono stati rivisti e rimpolpati, e il numero di pagine di ognuno è salito da 20-25 a circa una cinquantina.

L’accordo con Apogeo ci permette comunque di continuare a distribuire gli ebook gratuitamente nella versione “light”, mentre le versioni complete verranno vendute, online, a 99 centesimi.

E infine – novità nella novità – i 5 titoli già usciti saranno affiancati da 3 titoli completamente inediti:

  • Ecommerce Marketing Horror
  • AdWords Marketing Horror
  • Seo Marketing Horror

Teniamoci in contatto per il lancio vero e proprio e… preparatevi, o marketing people: sarete presto travolti da un orrore inimmaginabile! 🙂

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No, non ho deciso di buttarla sul patetico, mi veniva solo in mente questa cosa pensando a quante cose si possono imparare, anche da soli, ingegnandosi un po’.

E con Internet, le possibilità dell’autoformazione (si chiama così no?) si sono letteralmente moltiplicate… altro che vetrine delle librerie, leggendo in rete si può imparare praticamente tutto.

E’ questo spirito che ci ha spinto a condividere online le due giornate di formazione che svolgeremo domani e dopodomani (9 e 10 maggio) a Milano, sui temi della Multicanalità, Presenza Online, Email Marketing, Social Media, Analytics, SEO, Adwords.

Per avere due intere giornate di formazione su questo insieme di temi – piuttosto rilevanti direi – trattati con la concretezza e l’approccio diretto tipici di Web Marketing Garden, basta seguire il mio account Twitter (@maxthemonkey) da domani alle 9 fino a dopodomani alle 18.

Il corso di #buonmarketing potete seguirlo anche così, senza spendere un soldo né muovervi dal vostro computer.

Non avrete il contatto con il docente, né la possibilità di vedere le slides, e nemmeno i libri in omaggio… ma nulla di tutto questo è importante, se c’è la voglia di imparare una bella sfilza di tweet possono fare miracoli 🙂

A domani!

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Piccolo video per raccontare velocemente quanto c’è di buono nel corso che stiamo preparando.

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Ho provato, con Roberto Ghislandi, a fare una cosa un po’ nuova nel mondo della formazione di marketing.

Si chiama “Il Buon Marketing” ed è un corso proposto con alcune peculiarità, tra cui la condivisione online via Twitter (#buonmarketing) per coloro che non vogliono/possono trascorrere due giorni a Milano.

In realtà, il corso (molto completo, che spiega tutti gli argomenti essenziali della presenza online) lo tiene quasi tutto Roberto, io mi limito alla parte sui social media.

Mi è piaciuto studiare l’operazione nel suo complesso, cercando di fare del “buon marketing” fin dall’ideazione del corso, che viene proposto – tra l’altro – a condizioni favorevoli ad alcuni gruppi di persone (team aziendali, singoli studenti, persone senza lavoro, blogger/webmaster, coworker).

E per divertirci di più, ci siamo inventati anche lo Sconto Social, che sarebbe un altro modo di dire “più siamo e meno si paga” 😉

Penso che il corso possa essere una risposta valida all’esigenza – che sento da più parti – di imparare a muoversi bene sul web in modo completo, secondo un piano equilibrato, che sappia gestire i social network e leggere le analytics, facendo anche dell’email marketing sensato e magari delle giuste azioni su Google Adwords.

Insomma, del buon marketing.

Le slides qui sotto raccontano il progetto, su Facebook c’è una pagina evento, mentre su buonmarketing.it c’è la presentazione completa, con modulo di iscrizione.

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Confartigianato Udine mi ha invitato a parlare, sabato mattina, nell’ambito della Salone per l’orientamento allo studio e alle professioni “YOUng”.

Ora, a parte il fatto che scrittura e artigianato sono per me concetti molto vicini, quello che mi ha incuriosito (e impegnato) nel preparare la relazione è stata quel senso di impotenza rispetto alla platea.

Si tratterà infatti di giovani, prevalentemente in età di scuola superiore, ai quali dovrei parlare di social media per l’azienda artigianale.

Spero che le mie slides non li lasci indifferenti e critici, come sono spesso – giustamente – i nostri teen-ager davanti a consulenti, sedicenti esperti e grilli parlanti vari.

Insomma, se sono onesto devo ammettere che tra un amministratore delegato e un sedicenne, quello che temo (e forse rispetto) di più è il secondo. A sabato.

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Mi avvicino al libro, appena uscito, di Federica Dardi con un bel pregiudizio positivo: conosco e stimo Federica da tempo.

Questo rende tutto più difficile, se pensiamo all’obiettività della mia futura recensione, ma anche più piacevole, se pensiamo alla mia vita 🙂

Obiettivamente: l’autrice è su Twitter dal 2007 (@elisondo) ed ha significativa esperienza nel campo delle internet p.r. aziendali. Attualmente lavora per la sua casa editrice, Apogeo, come junior editor e coordinatrice dei presidi online dell’editore.

Ops, quasi dimenticavo: su Twitter l’hashtag è #ApoTwitter. (Non sapete cos’è un hashtag? Comprate questo libro!).

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